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Biofeedback: cos’è e come funziona

Insieme agli specialisti del Centro Medico Santagostino, scopriamo cos’è il biofeedback e come viene usato nella psicoterapia

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Biofeedback: cos’è e come funziona

Vi è mai capitato, prima di un colloquio lavorativo, di sentire il cuore in gola e di non riuscire a fermarlo? Oppure, prima di un appuntamento romantico, di avere le mani sudate e provare imbarazzo? Se questi esempi vi suonano familiari, una tecnica di intervento che può rivelarsi utile è il biofeedback.

Questa tecnica consente una gestione migliore delle situazioni stressanti, fornendo informazioni di ritorno sui propri stati fisiologici. Vediamo in cosa consiste, a cosa serve e quali sono gli ambiti di applicazione.

Che cos’è il biofeedback?

Il biofeedback è una tecnica che permette di conoscere, comprendere e imparare a controllare i propri parametri fisiologici. Alcuni di questi parametri sono, per esempio: 

  • La conduttanza cutanea (o resistenza elettrica cutanea): la variazione delle caratteristiche elettriche della pelle in seguito a sudorazione
  • La frequenza cardiaca 
  • La respirazione 
  • La temperatura e l’attivazione muscolare. 

Per imparare a gestire questi parametri è necessario un training che prevede l’utilizzo di una strumentazione. Gli strumenti rilevano i segnali psicofisiologici in tempo reale e forniscono alla persona un feedback immediato sulla propria attivazione corporea e sulle proprie funzioni fisiologiche. 

Esistono numerosi dispositivi per condurre interventi di biofeedback, che permettono di misurare indici fisiologici differenti. 

Per esempio, è possibile adottare un sensore cutaneo da applicare sulle dita per rilevare la conduttanza e la temperatura cutanea. Oppure una fascia toracica da indossare per misurare la respirazione e il battito cardiaco.

Come funziona il biofeedback? 

I momenti che generano tensione e stress, durante una giornata, possono essere molti. Per gestirli meglio è possibile acquisire strategie che permettono di regolare e tenere sotto controllo le proprie risposte e funzioni corporee. 

Il biofeedback serve proprio a questo: mostrandoci in tempo reale come si modificano i nostri parametri, ci permette gradualmente di imparare a regolarli.

Durante le varie sessioni di training, il paziente può osservare le proprie risposte fisiologiche. Una volta selezionato l’indice corporeo su cui lavorare, il biofeedback rileva il parametro e fornisce alla persona un feedback immediato di tipo acustico o visivo.

Il terapeuta aiuta il paziente a leggere e comprendere i feedback ricevuti durante la rilevazione, al fine di aumentare la consapevolezza dell’andamento del parametro e, attraverso il training, di imparare a regolarlo.

Il biofeedback, essendo un trattamento che non ricorre all’uso farmaci, è privo di effetti collaterali e non invasivo.

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A cosa serve il biofeedback?

Il biofeedback integra l’utilizzo della strumentazione con le indicazioni del terapeuta, permettendo di regolare gradualmente i propri parametri fisiologici. Questi, infatti, sono normalmente involontari, poiché sono controllati dal sistema nervoso autonomo

Tuttavia, imparare a controllare queste risposte, visualizzandole sul monitor di un computer, permette di acquisire una maggior consapevolezza dei propri stati corporei e quindi di poterli in parte sottoporre a un controllo volontario.

Terapia di biofeedback

La terapia di biofeedback prevede una prima visita durante la quale si raccolgono le rilevazioni base da cui partire con il trattamento. 

Il primo incontro ha infatti lo scopo di permettere al paziente di prendersi il proprio tempo per familiarizzare con i propri indici corporei. Durante le sedute successive, il paziente viene guidato dal terapeuta ad apprendere tecniche che gli permettono di acquisire maggior consapevolezza. Per esempio, nelle sedute di training è possibile lavorare inizialmente sulla gestione della respirazione.

Il paziente viene guidato a visualizzare le proprie meccaniche respiratorie, lavorando su inspirazione ed espirazione, fino a integrare la respirazione toracica e quella diaframmatica nel modo più efficiente per il proprio corpo. In seguito, si passa a valutare se la nuova modalità respiratoria sia efficace nella regolazione del battito cardiaco, oppure se sia necessario integrare altre strategie.

Ambiti di applicazione

Gli interventi di biofeedback possono essere utilizzati in un’ottica di empowerment, ossia di potenziamento del benessere individuale e di miglioramento della qualità di vita delle persone. 

Inoltre, il biofeedback può essere utilizzato in contesti clinici a supporto dell’intervento psicologico. Può affiancare la psicoterapia ed essere una valida tecnica di supporto per imparare a:

  • Gestire lo stress
  • Ridurre il livello di ansia 
  • Rilassarsi tramite la respirazione. 

Il biofeedback ha dimostrato efficacia anche nel trattamento di una serie di condizioni patologiche, come: 

Nel caso specifico della cefalea, è possibile integrare, durante il training per la gestione del proprio battito cardiaco, alcune strategie per alleviare la tensione muscolare come il rilassamento muscolare progressivo e il training autogeno. 

L’utilità del biofeedback nella gestione degli indici corporei è scientificamente dimostrata. Per esempio, uno studio recente ha dimostrato che il biofeedback ha effetti positivi anche sulla gestione della rabbia e sui disturbi del sonno.

Biofeedback e realtà virtuale

Il biofeedback può ricorrere alla realtà virtuale per fare in modo che la persona riceva feedback sui propri indici fisiologici, attraverso le molteplici possibilità degli ambienti virtuali.

Una possibilità è quella di visualizzare i propri stati fisiologici interni come alterazioni dell’ambiente virtuale. Per esempio: una fiamma che varia la sua dimensione al variare della frequenza respiratoria del paziente. L’ambiente virtuale ha il vantaggio di mostrare i parametri fisiologici in una modalità neutra, senza indicare valori numerici, ma traducendoli in una forma grafica che permette di focalizzarsi maggiormente sulla gestione del loro andamento.

Al Centro Medico Santagostino, il protocollo di intervento con il biofeedback propone quattro sedute di training personalizzabili sulla base delle esigenze e delle caratteristiche del paziente.

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