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Figli adolescenti e Coronavirus: consigli pratici per gestire la convivenza

Alcune idee per gestire la relazione con i figli adolescenti durante il Coronavirus

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Figli adolescenti e Coronavirus: consigli pratici per gestire la convivenza

Durante l’emergenza sanitaria genitori e figli adolescenti si ritrovano tutto il giorno in casa a stretto contatto. La convivenza forzata e la privacy limitata rischiano di innescare alcune tensioni nella relazione. Ecco alcuni consigli pratici per gestire questo momento.

La situazione di emergenza legata al Covid-19 sta producendo effetti destabilizzanti sulla vita di tutti. Questo è vero sia da un punto di vista concreto che a livello emotivo. L’epidemia richiede sacrifici e rinunce: vivere chiusi in casa e condividere gli stessi spazi non è sempre facile e ci si trova facilmente ad affrontare conflitti. Un tema molto delicato per genitori e figli adolescenti, che si trovano a rinegoziare limiti e confini fisici nella relazione.

Abbiamo pensato di condividere alcuni consigli su come gestire questo momento. Ma prima, cerchiamo di capire perché la convivenza forzata è così complicata.

La convivenza tra genitori e figli ai tempi del COVID-19

Ora che la diffusione del COVID-19 ha reso il mondo fuori casa meno sicuro, l’unico mezzo di tutela che al momento si conosce è rimanere a casa e non uscire.

Se questa situazione è di difficile gestione adulti e coppie, può essere ancor più destabilizzante per le famiglie con figli adolescenti. Queste si trovano infatti ad affrontare insieme due sfide difficili e spesso poco compatibili tra loro.

La convivenza forzata spesso rende i confini più labili, intacca la privacy e rafforza il controllo dei genitori, che trovandosi a casa in smart working hanno maggiori possibilità di vedere quello che fanno i figli. Quanto studiano, se seguono le lezioni online e quanto invece trascorrono il tempo a fare altro. Questa situazione può generare negli adolescenti la sensazione di essere tornati bambini e provocare una sensazione di disagio.

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Indipendenza negata e regressione

Per un adolescente non avere più uno spazio esterno in cui sperimentarsi, stare con i pari, viversi come separato dalla propria famiglia può essere davvero difficoltoso. Succede che, soprattutto per chi fa fatica ad affermare la propria indipendenza, lo stress porti a una sorta di regressione.

Risulta per questo importante ri-negoziare gli spazi e le distanze anche a casa, trovando una dimensione personale anche nella convivenza obbligata, che in questo momento è indispensabile per limitare i contagi.

I compiti evolutivi dell’adolescente

L’adolescente attraversa una fase di cambiamento molto complicata. È un’età di mezzo in cui si esce dall’infanzia e ci si prepara all’ingresso nell’età adulta. I ragazzi si trovano in un periodo di esplorazione in cui cercano di costruire una propria identità. Testano confini e limiti, e negoziano continuamente le proprie libertà e diritti con i genitori, imparando a conoscere il mondo dell’altro.

In una età in cui non si è più bambini e non si è ancora adulti, regna sovrana la confusione, che riguarda tre elementi principali:

  • Il futuro. Chi diventerò?
  • La giustizia. Cosa è giusto e cosa sbagliato?
  • Il limite. Dove sono i limiti?

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Genitori: supereroi fragili

Durante l’adolescenza punti fermi dell’infanzia iniziano a venire meno. I genitori, ad esempio, smettono di essere figure idealizzate e porto sicuro dove rifugiarsi, e da supereroi iniziano a essere conosciuti anche nei propri limiti e fragilità, nelle contraddizioni e i difetti.

Questo è un passaggio obbligato ed evolutivo, perché consente ai giovani di prendere contatto con la realtà e mettere in discussione gli altri per avere un proprio personale punto di vista. Così gli adolescenti iniziano a decidere per se stessi. Contrapponendosi a chi vuole decidere per loro, attuano quel passaggio chiamato “separazione e individuazione”, necessario per trovare poi le giuste distanze dai genitori e diventare autonomi.

Diventare adulti è un percorso graduale ma ugualmente sofferto. Sia per i ragazzi che per i genitori stessi, perché porta a modificare una relazione di dipendenza e a elaborare un “lutto”. Si chiude un grande e importante capitolo della loro vita senza avere conoscenza di quello che verrà dopo. Da qui deriva una forte preoccupazione e angoscia che spesso rende difficile ridefinire le distanze e la relazione genitori-figli.

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I luoghi del confronto

La scuola è il luogo in cui avviene il confronto più importante con il mondo esterno alla famiglia. È un’attività obbligatoria e fondamentale, in cui l’adolescente si confronta con i pari, lega con amici, trova nuove autorità di riferimento e conosce se stesso. I ragazzi esplorano le proprie competenze e punti deboli e trovano strategie per affrontare in autonomia le difficoltà.

Così come la scuola anche ogni momento di condivisione di tempo con i pari e con il mondo esterno (sport, musica, centri di aggregazione) diventano importanti palestre di vita.

I genitori stessi riescono a vivere con minor preoccupazione questo transito verso una maggior indipendenza dei propri figli se sanno che questi si sperimentano in contesti “protetti”. Se si tratta di ambienti che conoscono e di cui si fidano, i genitori saranno facilitati in quel difficile compito di lasciare andare i ragazzi sulle proprie gambe, allentando il controllo.

I nostri consigli

Il primo consiglio per i genitori è quello di lasciare momenti e spazi di autonomia ai propri figli. Così i ragazzi possono sentirsi liberi di fare quello di cui hanno voglia senza sentire il peso del controllo o del giudizio genitoriale.

È importante inoltre per i giovani riuscire a trovare altri modi per mantenere le proprie routine e i contatti con amici, compagni e riferimenti esterni. Ciò è possibile ad esempio attraverso le diverse piattaforme online.

È necessario poi anche mantenere alcuni elementi che caratterizzavano la quotidianità prima del virus: lezioni di scuola online, attività fisica da casa, momenti di svago e contatto sociale attraverso le diverse possibilità.

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I genitori hanno un’opportunità, riuscire a trovare un canale di comunicazione emotiva con i figli. Per farlo, dovrebbero offrirsi come riferimento per comprendere meglio la situazione di emergenza sanitaria e l’impatto emotivo che può comportare. Proporsi come interlocutore per condividere il disagio di questa momentanea distanza da luoghi e persone importanti (scuola, amici, fidanzati ecc..) e per inventare strategie per adattarsi alla situazione trovando altre modalità di contatto seppur a distanza.

Stare in equilibrio

In questo periodo delicato è importante equilibrare il ruolo più educativo e quello affettivo, cercando di privilegiare quest’ultimo per costruire una vicinanza emotiva. Lasciando maggior autonomia e spazio personale nella gestione dei propri compiti, i figli potranno sperimentarsi e proseguire nel loro compito di acquisizione di indipendenza, anche se a casa e a stretto contatto con la famiglia.

Se in questo periodo si parla tanto di come si può essere vicini anche a distanza, con i figli adolescenti è importante mantenere confini e distanze pur rimanendo vicini e a stretto contatto.

Se infatti è vero che si può essere uniti e vicini anche se fisicamente lontani, è anche vero che si può vivere nella stessa casa rispettando le distanze e la privacy di tutti.

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