Depressione

Come uscire dalla depressione

Un riepilogo dei sintomi e dei trattamenti migliori per uscire dalla depressione

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Come uscire dalla depressione

È la prima causa di disabilità a livello globale e il disturbo mentale più diffuso in Italia. Vediamo quali sono i sintomi della depressione, come distinguerla dalla tristezza e come curarla.

La depressione è il disturbo più diffuso al mondo. In particolare, più di 264 milioni di persone soffrono di depressione e il suicidio è la seconda causa di morte tra i 15 e i 29 anni, secondo la stima della nota rivista scientifica The Lancet.

Secondo il National Institute of Mental Health, negli Stati Uniti circa 17 milioni di persone (il 7% di tutti gli americani) avevano avuto un episodio depressivo maggiore entro il 2017. 

La depressione è il disturbo mentale più diffuso in Italia, con 2,8 milioni di persone depresse, ovvero il 5,4 per cento delle persone dai 15 anni in su (dati Istat).

La grande diffusione della depressione era stata prevista da tempo. Già nel 2004 (e poi nel 2011) ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sosteneva che entro il 2030 la depressione sarebbe diventata una delle patologie più diffuse al mondo e la prima causa di disabilità in assoluto.

Se la depressione è così diffusa diventa molto importante riconoscerla, saperla distinguere dalla tristezza e da altre patologie e sapere cosa fare quando siamo depressi o lo è una persona cara.

Vediamo quali sono i sintomi della depressione e quali sono i trattamenti consigliati dalla ricerca.

Che cos’è la depressione?

La depressione è il disturbo più diffuso al mondo. In particolare, più di 264 milioni di persone soffrono di depressione e il suicidio è la seconda causa di morte tra i 15 e i 29 anni, secondo la stima della nota rivista scientifica The Lancet.

Secondo il National Institute of Mental Health, negli Stati Uniti circa 17 milioni di persone (il 7% di tutti gli americani) avevano avuto un episodio depressivo maggiore entro il 2017. 

La depressione è il disturbo mentale più diffuso in Italia, con 2,8 milioni di persone depresse, ovvero il 5,4 per cento delle persone dai 15 anni in su (dati Istat).

La grande diffusione della depressione era stata prevista da tempo. Già nel 2004 (e poi nel 2011) ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sosteneva che entro il 2030 la depressione sarebbe diventata una delle patologie più diffuse al mondo e la prima causa di disabilità in assoluto.

Se la depressione è così diffusa diventa molto importante riconoscerla, saperla distinguere dalla tristezza e da altre patologie e sapere cosa fare quando siamo depressi o lo è una persona cara.

Vediamo quali sono i sintomi della depressione e quali sono i trattamenti consigliati dalla ricerca.

Quali sono i sintomi della depressione?

Nell’ultimo manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-5) la depressione è una sindrome inclusa tra i disturbi affettivi, quelli cioè in cui una persona sperimenta una deflessione del tono dell’umore. I sintomi della depressione sono:

  1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni (sentimenti di tristezza, vuoto e disperazione).
  2. Perdita di piacere o interesse per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni.
  3. Perdita o aumento di peso significativi (non giustificato da motivi medici).
  4. Insonnia o ipersonnia.
  5. Agitazione o rallentamento psicomotori quasi tutti i giorni (osservabile dagli altri).
  6. Fatica o mancanza di energia.
  7. Sentimenti di autosvalutazione o colpa eccessivi o inappropriati quasi tutti i giorni.
  8. Ridotta capacità di pensare o concentrarsi.
  9. Pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidaria.

Per diagnosticare una depressione maggiore (o un episodio depressivo maggiore) il DSM-5 richiede che almeno 5 di questi sintomi siano stati presenti per un periodo di almeno due settimane, e che uno dei sintomi sia umore depresso o perdita di piacere/interesse.

La depressione può inoltre variare in base a:

  • gravità (lieve, moderata, grave);
  • caratteristiche (con ansia, melanconica, stagionale, atipica, post-partum, psicotica);
  • durata (più o meno di due settimane, ciclica e via dicendo).


Quanti tipi di depressione esistono?

La depressione può assumere diverse forme e sfumature. Vediamo le più comuni.

Depressione atipica

La depressione atipica viene definita così perché i sintomi manifesti potrebbero differire da quelli di una depressione classicamente intesa. Ci aspettiamo che una persona depressa sia triste per la maggior parte del tempo, abbia un senso di disperazione e di mancanza di speranza. La depressione atipica può presentare invece sintomi insoliti o non immediatamente riconducibili alla tristezza, come ad esempio, una marcata ironia, un cinismo artistico e un’apparente accettazione delle “cose che non vanno nel mondo”. La persona con una depressione atipica quindi può apparire agli altri come tendenzialmente sana, ma i suoi comportamenti sono spesso frutto di un adattamento sociale che nascondono il suo senso di vuoto.

Depressione ansiosa

La depressione ansiosa si caratterizza per la prevalenza di ansia, agitazione e irrequietezza nel quadro generale di una sindrome depressiva. Il soggetto può presentare quindi una prevalente struttura depressiva, ma sentirsi più in ansia che triste, più agitato che senza energie e più angosciato che senza speranza. Ad ogni modo, i disturbi depressivi sono spesso correlati a quelli ansiosi e viceversa, e non è quindi sempre possibile distinguere i due disturbi.

Depressione mascherata

La depressione mascherata si presenta con sintomi prevalentemente sul versante somatico, come mal di testa, mal di pancia, dolori alla schiena, mal di testa, impedimenti sessuali e via dicendo, con una varietà ben nutrita di possibili alternative. I sintomi fisici “mascherano” i sintomi depressivi, così che la persona possa trovare un compromesso per esprimere la propria sofferenza senza intaccare del tutto il proprio funzionamento.

Depressione e tristezza: le differenze

La tristezza, a differenza dalla depressione, è un’emozione che può presentarsi in diverse circostanze: perdita del lavoro, litigi con il partner, brutti voti. La depressione invece è una sindrome (ovvero un insieme di sintomi): è più pervasiva della tristezza, dura almeno due settimane e interferisce con la capacità di lavorare, provare piacere e amare.

Per capire emozioni, pensieri e sentimenti di una persona depressa, può essere utile fare riferimento al Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM-2), alternativa psicoanalitica al DSM-5. Nel descrivere le varie patologie, infatti, Vittorio Lingiardi e Nancy McWilliams, autori del manuale, hanno deciso di soffermarsi anche sull’esperienza soggettiva dei pazienti.

È come avere una disperata nostalgia di casa, ma sono a casa

(Citazione dell’attrice Sarah Silverman sulla sua depressione)

La depressione in questo senso è caratterizzata da:

  • Autocritica, punizione e preoccupazioni rispetto alle relazioni o alla perdita (o entrambe).
  • Sentimenti di tristezza, colpa, vergogna.
  • Idea che ci sia qualcosa di sbagliato in sé, o che si sia perduto in modo irrimediabile qualcosa di fondamentale per il proprio benessere.
  • Svalutazione di sé e idealizzazione dell’altro.

I vissuti tipici di ogni patologia, comunque, assumono sfumature diverse a seconda della fase del ciclo di vita e delle esperienze uniche di ogni persona. Così, ad esempio, i pensieri degli anziani depressi avranno temi differenti da quelli di un adolescente, o di un adulto che soffre della stessa patologia.

Nel video qua sotto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha descritto la depressione come un ingombrante cane nero che segue ovunque la persona e che va addestrato per non farsi condizionare (l’articolo continua dopo il video).

Come uscire dalla depressione

Per uscire dalla depressione non esistono soluzioni magiche: di solito, la scelta migliore per affrontare i disturbi depressivi è quella di intraprendere un percorso di psicoterapia. Ad ogni modo, ci sono diverse cose che si possono fare per uscire dalla depressione.

Tra queste:

  • Praticare attività fisica in modo regolare, poiché può avere un notevole effetto benefico;
  • Seguire uno stile di vita sano e limitare l’eccesso di grassi e zuccheri;
  • Limitare o evitare il consumo di alcol e droghe, che incidono in modo negativo sulle funzioni cognitive;
  • Dormire a sufficienza (qui un articolo sull’insonnia);
  • Scrivere, per conoscere ed elaborare i propri pensieri e sentimenti;
  • Superare i propri pregiudizi. La depressione può essere invalidante come una malattia o una gamba rotta. Eppure, non avendo caratteristiche visibili, viene spesso svalutata, anche da chi la vive in prima persona. Chiedere aiuto però è una scelta saggia di cura verso se stessi, non un sintomo di debolezza.

I trattamenti consigliati per la depressione

La depressione, come per ogni condizione medica, può essere trattata con un approccio comprensivo alla salute. Questo include cambiamenti nello stile di vita, un percorso di psicoterapia e in alcuni casi psicofarmaci.

Esistono varie forme di depressione e ogni situazione va valutata singolarmente. Ad ogni modo, la ricerca clinica ha indicato le opzioni migliori per trattare questo disturbo. Qui ne riassumiamo alcune:

  • Trattamento integrato. Molti pazienti con depressione o distimia traggono benefici significativi dall’integrazione di psicoterapia e farmacoterapia. Questo sembra essere l’approccio più efficace in caso di depressione ricorrente o di depressione all’interno di un più ampio disturbo di personalità.
  • Psicoterapia senza farmaci. Con certe forme di depressione, la sola psicoterapia risulta più efficace rispetto all’assunzione di farmaci senza supporto psicologico. In alcune situazioni, infatti, il trattamento integrato non ha effetti maggiori della sola psicoterapia. Un trattamento di questo tipo sembra più efficace in particolare per persone con una depressione cronica associata a traumi infantili.
  • Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) e cure elettroconvulsivanti: utile con forme di depressione particolarmente resistenti. Queste modalità di cura utilizza la stimolazione elettrica delle aree cerebrali (Leggi qui per approfondire).
  • Ricovero ospedaliero o comunità terapeutiche. In alcuni casi estremi (es. depressione psicotica con caratteristiche deliranti) la persona depressa potrebbe danneggiare se stessa o gli altri. Può essere quindi valutata l’opzione di un ricovero ospedaliero. Non è un’ipotesi che deve spaventare: a volte si è semplicemente sovrastati e si ha bisogno di un aiuto più strutturato. Il ricovero è quasi sempre volontario. Infine, le comunità terapeutiche possono favorire il reinserimento graduale nella società garantendo un supporto continuo.

 

Alcune ricerche dimostrano che chi soffre di depressione aspetta fino a dieci anni prima di chiedere aiuto. Se hai bisogno di parlare, non aspettare. Prenota un colloquio con uno psicoterapeuta del Santagostino. Scopri di più

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