Psicologia

Disturbo borderline di personalità: cosa c’è da sapere

Questo disturbo può emergere in adolescenza o nella prima età adulta ed è caratterizzato principalmente da stati emotivi patologici

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Disturbo borderline di personalità: cosa c’è da sapere

Il disturbo borderline di personalità (Dbp) è una condizione caratterizzata principalmente da stati emotivi patologici, che può emergere sia nel corso dell’adolescenza sia nella prima età adulta.

Il borderline personality disorder può comportare conseguenze negative su vari aspetti della vita sociale e della quotidianità, ma può essere trattato abbinando la psicoterapia alla terapia farmacologica. Quest’ultima, infatti, può servire ad alleviare sintomi come angoscia e instabilità emotiva, i quali rischiano di inficiare la buona riuscita dei percorsi terapeutici psicologici.

In questo articolo vedremo:

  • qual è la definizione di disturbo borderline di personalità
  • quali sono le sue manifestazioni sintomatologiche principali
  • i test utili per effettuare una diagnosi
  • le possibili strategie terapeutiche per  il trattamento del disturbo

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Che cos’è il disturbo borderline?

Il disturbo borderline di personalità è definito nel DSM-5 come un pattern di pensieri, emozioni e comportamenti che emerge in adolescenza o nella prima età adulta ed è caratterizzato da:

    • instabilità emotiva 
    • impulsività, che si può manifestare su vari livelli, come relazioni, sessualità, rapporto con il cibo o con le sostanze stupefacenti
    • senso di vuoto
    • paura dell’abbandono (e sforzi disperati per evitarlo)
    • difficoltà nelle relazioni interpersonali
    • ideazione paranoide transitoria
    • gesti automutilanti e tentativi di suicidio
    • stati emotivi di rabbia, ansia, angoscia o depressione, anche imprevedibili.

Disturbo borderline: sintomi principali

Il disturbo borderline di personalità può emergere durante l’adolescenza o la prima età adulta, o insorgere più avanti negli anni in seguito a eventi particolarmente stressanti. Di solito il disturbo borderline di personalità si manifesta con due caratteristiche principali, che sono:

  • impulsività
  • instabilità della persona. 

Il disturbo borderline può manifestare i primi sintomi durante l’adolescenza con:

  • abuso di alcol e sostanze e/o
  • comportamenti promiscui, pericolosi o imprudenti. 

I soggetti borderline sono tendenzialmente imprevedibili, a causa della propria instabilità emotiva e dell’identità frammentata o poco coesa. 

Una personalità borderline vive un forte senso di vuoto, che può generare stati di ansia, angoscia o depressione. 

Un tema centrale nel disturbo borderline è il timore profondo dell’abbandono e la sensazione di poter essere lasciati in balìa di se stessi. Per regolare il senso di vuoto e le angosce profonde, i borderline possono fare uso di farmaci e sostanze stupefacenti, oppure di alcol. In altri casi, o negli stessi casi, i borderline possono ricorrere a gesti automutilanti come tagli sulle braccia o sulle gambe, ferite e bruciature. 

Quando gli sforzi per evitare l’abbandono sembrano non funzionare, i borderline possono ricorrere a tentati suicidi dimostrativi, che, sfortunatamente, a volte hanno comunque esiti fatali.

La personalità borderline tende poi ad adottare meccanismi di difesa dalle proprie angosce che le portano a distorcere la realtà. In psicoanalisi si parla ad esempio di “scissione”, un modo di dividere la realtà in bianco e nero, buoni e cattivi, persone perfette e da condannare. Il borderline vive di queste ambivalenze costanti e l’idea di una stessa persona può cambiare da un giorno all’altro anche in base a delle inezie.

Quanti tipi di disturbi borderline esistono?

Ogni disturbo borderline di personalità si manifesta con sfumature diverse. Le entità diagnostiche del DSM infatti non si presentano in modo puro, ma sono in genere in sovrapposizione o concomitanza tra loro e una persona può mostrare alcuni sintomi in modo più accentuato di altri.

Secondo gli psicoanalisti, il disturbo borderline di personalità è più un “contenitore” di altri sintomi, che un disturbo a sé stante.

Il disturbo borderline di personalità si può manifestare anche in concomitanza con disturbi paranoidi o istrionici di personalità, o con disturbi d’ansia, disturbo di panico, ciclotimia o depressione maggiore.

Disturbo borderline: test disponibili

Per diagnosticare un disturbo borderline della personalità, esistono diverse tipologie di test. Nella maggior parte dei casi, si tratta di interviste finalizzate ad indagare vari aspetti della personalità del paziente:

  • Test di Rorschach
  • Schedler-Westen Assessment Procedure
  • Structured Clinical Interview for DSM
  • Structured Clinical Interview for Personality Organization

Vediamo nel dettaglio come funzionano e quali sono le finalità dei singoli test.

Test di Rorschach 

Più comunemente noto come “il test delle macchie d’inchiostro”, si tratta di uno strumento che sfrutta il meccanismo con cui le persone proiettano su un’immagine ambigua e poco definita il mondo del proprio subconscio.

Questo test affonda le proprie radici negli studi sullo stile percettivo delle persone portati avanti dallo psichiatra svizzero Hermann Rorschach.

Oggi il test di Rorschach viene utilizzato come strumento di supporto diagnostico per valutare come funziona la personalità di un soggetto patologico.

La SWAP (Shedler-Westen Assessment Procedure)

Si tratta di una procedura che consiste nella classificazione di sintomi e tratti personologici redatta dal clinico dopo alcuni colloqui.  Questa valutazione dei tratti sani e patologici della personalità si deve a Jonathan Shedler e Drew Westen che hanno elaborato tale metodo per scopi sia di ricerca sia clinici.

La SCID (Structured Clinical Interview for DSM)

Questo metodo consiste in un’intervista per diagnosticare i disturbi di personalità in base ai criteri del DSM

L’intervista può essere somministrata sia a pazienti psichiatrici e ai loro familiari, sia a pazienti di medicina generale o, ancora, a volontari di indagini comunitarie su patologie mentali.

La STIPO (Structured Clinical Interview for Personality Organization)

Anche questo test consiste in un’intervista di circa due ore, volta a indagare vari aspetti della personalità secondo un’ottica psicoanalitica.

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Come si cura il disturbo borderline?

Il trattamento d’elezione per il disturbo borderline di personalità è la Psicoterapia Psicoanalitica Focalizzata sul Transfert (TFP). Questa terapia, insieme alla DBT (terapia dialettico-comportamentale) è il gold standard per il trattamento del disturbo borderline di personalità. La Terapia Focalizzata sul Transfert è un particolare tipo di psicoanalisi elaborata da Otto Kernberg per curare i disturbi borderline di personalità. Secondo Kernberg, il trattamento del paziente borderline dovrebbe focalizzarsi molto sul transfert, ovvero la proiezione dei conflitti relazionali inconsci sulla figura del terapeuta.

Rivivendo nel transfert i propri traumi, il paziente borderline viene guidato dal terapeuta a una maggiore comprensione di se stesso e dei propri schemi relazionali. Ciò, gradualmente, dovrebbe aumentare la capacità di riflettere su di sé e sui propri stati d’animo e comportamenti, riducendo l’impulsività e l’instabilità.

Dal momento che l’angoscia e l’instabilità del paziente borderline possono interferire con lo svolgimento della terapia, spesso è consigliato l’utilizzo di psicofarmaci per integrare il trattamento psicologico.

Infine, è bene ricordare che ogni disturbo borderline presenta una storia unica e una gravità diversa. In alcuni casi potrebbe essere sufficiente la psicoterapia senza uso di farmaci, in altri casi, invece, soprattutto se sono presenti traumi profondi come spesso accade, potrebbe essere necessario un intervento strutturato in una comunità.

Che differenza c’è tra bipolare e borderline?

Il disturbo borderline di personalità si caratterizza per instabilità, senso di vuoto, impulsività e rabbia. Il disturbo bipolare invece riguarda l’oscillazione tra fasi di mania (o ipomania) e fasi depressive. I due disturbi possono apparire simili in quanto a difficoltà di regolazione e imprevedibilità, ma il disturbo bipolare mostra una manifestazione ciclica e un’alternanza netta di fasi maniacali e depressive, mentre il borderline, per quanto instabile, tipicamente non raggiunge una fase maniacale conclamata.

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