Psicologia

Egocentrismo, quello che c’è da sapere

Questo atteggiamento è definito come la tendenza di una persona a mettere se stessa e le proprie esperienze sempre al centro dell’attenzione, a discapito di quelle altrui

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Egocentrismo, quello che c’è da sapere

L’egocentrismo è l’atteggiamento per il quale una certa persona tende a mettere se stessa e le proprie esperienze al centro di ogni situazione, lasciando invece in secondo piano quelle altrui.

Per un egocentrico è difficile empatizzare o interessarsi davvero a ciò che riguarda gli altri. Le sue attenzione, infatti, sono rivolte principalmente alle proprie problematiche.

Cerchiamo, quindi, di capire:

  • quali sono i segnali principali che indicano se una persona è egocentrica
  • quali le strategie di comportamento migliori per interagire con lei.

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Cosa vuol dire che una persona è egocentrica?

La psicoanalisi definisce egocentrica una persona che pone sempre se stessa al centro dell’attenzione e che tende ad assolutizzare i propri giudizi e le proprie percezioni. Questo comportamento, che è normale nel corso dell’età infantile, diventa evidentemente problematico nell’età adulta quando il “pensiero egocentrico” dovrebbe lasciare il posto al “pensiero socializzato”. 

Secondo Freud, l’egocentrismo è la conseguenza di un Es – la parte dell’animo umano che contiene le spinte pulsionali – ipersviluppato. Ciò comporta il bisogno di dare soddisfacimento immediato ai propri istinti e alle proprie pulsioni, senza tenere in considerazioni quelli che sono i limiti indirettamente imposti dal contesto, dall’ambiente sociale e dalle esigenze delle altre persone.

Come capire se si tratta di egocentrismo?

Ci sono diversi comportamenti che indicano che una persona mette se stessa al centro del mondo o, comunque, in una posizione prioritaria rispetto agli altri. 

Per prima cosa, l’egocentrico manca di una dote – l’empatia – e ciò lo porta ad avere difficoltà a comprendere i sentimenti delle altre persone o ad ascoltarle veramente. 

Non solo. Tende, al contrario, a riportare sempre la conversazione su di sé. Questo dimostra scarso interesse verso gli altri e incapacità di condividerne punti di vista e stati d’animo.

Le esigenze personali sono sempre prioritarie rispetto a quelle altrui

Essendo i punti di vista degli altri di scarsa rilevanza per l’egocentrico, le critiche nei suoi confronti tendono ad essere rigettate, con l’idea che non possa esistere una prospettiva differente dalla sua.

L’egocentrico ha un’alta considerazione di se stesso, per cui da una parte non accetta l’idea che possa commettere errori e fa ricadere spesso la colpa sugli altri. Dall’altra, è ossessionato dal bisogno di dare sempre la migliore impressione di sé. Anche le capacità di autocritica sono fuorviate da una ipervalutazione delle proprie capacità.

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Come comportarsi con una persona egocentrica?

A seconda del grado di egocentrismo della persona, si può pensare a determinate strategie di intervento, che possono andare da un profondo lavoro su se stessi fino al ricorso a percorsi di terapia cognitivo-comportamentale. 

Nel primo caso è, innanzitutto, necessario imparare a riconoscere quelli che sono i propri atteggiamenti e comportamenti egocentrici. Il secondo passaggio è quello di verificare se questi abbiano un impatto negativo sulle proprie interazioni sociali. 

Le persone egocentriche hanno scarse capacità di ascolto. Per questa ragione, dovrebbero sforzarsi in questo senso, allenando una dote rispetto alla quale risultano deficitari. L’obiettivo è quello di ampliare le proprie prospettive e allargarle progressivamente anche al punto di vista degli altri. 

Potrebbe sembrare controintuitivo, ma l’egocentrico dovrebbe consolidare il senso di sé allo scopo di ridurre la dipendenza dal giudizio altrui, in modo che la propria autostima sia costruita autonomamente, senza che si debba ricevere l’approvazione di altre persone.

Infine, un buon esercizio potrebbe essere quello di vestire i panni di persone diverse da se stessi, allenarsi a immaginare come qualcun’altro si comporterebbe in una determinata situazione o approfondire le conseguenze che un proprio modo di agire potrebbe avere sulle altre persone. 

Per i casi più restii al cambiamento, che non riescono a superare la propria condizione nemmeno attraverso un profondo lavoro su se stessi, ci si può affidare, come detto, a percorsi di psicoterapia condotti da specialisti. 

La terapia cognitivo-comportamentale ha sostanzialmente i medesimi obiettivi già indicati poc’anzi. Il percorso comincia, però, da un’attenta indagine sulle possibili cause di comportamenti e atteggiamenti egocentrici.

Dopodiché, sarà necessario lavorare su:

  • sviluppo di empatia
  • costruzione in autonomia della propria autostima 
  • sviluppo della consapevolezza di essere egocentrici
  • abitudine a mettersi nei panni degli altri
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