Fobie

Omfalofobia: cos’è e come si cura

L’omfalofobia, la paura che un soggetto ha del proprio o dell’altrui ombelico, può essere il segnale di un disagio radicato. Accanto alla cura della fobia va posta una indagine sulle sue ragioni profonde.

Incontra uno psicologo
Omfalofobia: cos’è e come si cura

L’omfalofobia, una vera e propria paura dell’ombelico, può manifestarsi con intensità variabile. Può capitare che le persone che ne soffrono non ne parlino, data la particolarità di questa paura irrazionale.

Quali sono i sintomi dell’omfalofobia? È possibile rintracciarne le cause e, soprattutto, è possibile curarla? Le risposte di Stefano Barbieri, psicologo del Santagostino.

Prova il test psicologico

Come si definisce l’omfalofobia?

L’omfalofobia è la paura patologica dell’ombelico. Chi soffre di questa fobia prova repulsione nel toccare il proprio ombelico, o l’ombelico altrui. Si tratta di una paura percepita dal soggetto in modo importante. Il DSM-V, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, definisce una fobia, indipendentemente dall’oggetto cui si rivolge, “una paura intensa, spropositata rispetto alle comuni paure”.

In termini più precisi, chi soffre di omfalofobia ha paura non solo di toccare, ma anche di vedere il proprio o l’altrui ombelico. In più, ha timore che qualcosa sia in grado di fuoriuscire dall’ombelico, che possano fuoriuscire degli organi o del sangue, per esempio.

Il soggetto che soffre di omfalofobia può essere anche portato ad evitare luoghi negli quali questa parte del corpo è più esposta, come le palestre, le piscine o la spiaggia.

In che modo si manifesta l’omfalofobia?

Al netto della loro intensità, che può manifestarsi in modo variabile da soggetto a soggetto, i sintomi dell’omfalofobia sono:

  • un senso di nausea e di vertigini se si prova a toccare il proprio ombelico
  • mal di stomaco e tachicardia
  • angoscia oppure panico.

Quali sono le cause di questa fobia?

Fermo restando che le cause di questa, come delle altre fobie, devono essere inquadrate in un preciso contesto terapeutico, è tuttavia possibile indicare alcuni fattori che sembrano ricorrere nell’omfalofobia.

Spesso i soggetti che soffrono di questo disturbo esprimono una paura del taglio del cordone ombelicale, un taglio certamente simbolico, che può indicare il timore di separarsi dalla madre e, per estensione, la separazione dalla propria casa, dalla propria famiglia. Questo timore potrebbe determinare un rapporto ambivalente con la crescita, di cui l’ombelico rappresenta il correlato fisico.

Dietro la repulsione nei confronti dell’ombelico, allora, potrebbe esserci anche il timore rispetto all’assunzione di responsabilità, e la paura di non essere in grado di affrontare le sfide che la crescita impone.

La fobia secondo la psicanalisi

Nell’approccio psicoanalitico la fobia è la conseguenza di un meccanismo di difesa che prende il nome di spostamento. La paura estrema per una persona oppure per una situazione, quando sperimentata, risveglia conflitti, ricordi o desideri particolarmente difficili o dolorosi da gestire.

Questa paura allora viene diretta verso un oggetto neutro. Nasce così una formazione di compromesso, che permette alla persona di vivere la paura mettendo da parte, per così dire, le cause profonde che l’hanno scatenata.

Quali trattamenti sono possibili per l’omfalofobia?

Le cause appena esposte hanno il valore di una indicazione perché, come si accennava, è nel contesto terapeutico che può emergere un quadro eziologico più nitido. È anche possibile che l’omfalofobia possa essersi originata, ad esempio, in un episodio rivelatosi poi traumatico.

La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare a inquadrare i sintomi nel momento in cui emergono, aiutando quindi il soggetto fobico a sviluppare strategie adatte a disinnescarli, per poi iniziare a lavorare sulle cause profonde.

Anche la realtà virtuale e il biofeedback sono trattamenti che hanno dimostrato efficacia nel trattamento delle fobie.

Quali sono le paure più diffuse?

L’omfalofobia è solo una tra le numerose fobie che possono rendere la alcune situazioni di vita dei pazienti fobici difficili da gestire. Tra le paure più diffuse si possono ricordare:

  • l’acrofobia, o la paura delle altezze
  • la ofidiofobia, ovvero la paura dei serpenti
  • l’aracnofobia, conosciuta più comunemente come la paura dei ragni
  • la glossofobia, la fobia di parlare di fronte ad un pubblico.

Prova il test psicologico

Qual è la paura più rara?

La paura, o la repulsione verso l’ombelico, non l’unica fobia apparentemente “strana” o rara. Fra le fobie più inaspettate, che pure richiedono un trattamento adeguato, ci sono:

  • la FOMO, o la paura di “essere tagliati fuori” da quanto accade online, e sui social network
  • la FOBO, ovvero la paura di scegliere, per il timore che ci sia sempre una opzione migliore che sia stata scartata.

Tra le altre fobie strane possono essere menzionate, in conclusione, la ranidafobia, ovvero la paura delle rane, o la eritrofobia, la paura che si possa arrossire in pubblico.

Incontra uno psicologo