Psicopatologia

L’allucinazione: che cos’è e come viene trattata

Descritta come un fenomeno psichico per cui la persona percepisce un oggetto inesistente come reale, può essere la conseguenza di disturbi psichiatrici, malattie neurologiche o abuso di farmaci e sostanze stupefacenti

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L’allucinazione: che cos’è e come viene trattata

Si parla di allucinazione per descrivere un fenomeno psichico per cui la persona che ne soffre percepisce un oggetto che non esiste come reale.

Con l’aiuto della psicologa e psicoterapeuta del Santagostino, Monica Scirica, proveremo a capire in che cosa consistono le allucinazioni, le varie tipologie di false percezioni e le possibili cause di questo fenomeno.

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Quali sono le cause delle allucinazioni?

Le cause del fenomeno allucinatorio sono molteplici, infatti le allucinazioni sono un sintomo comune o probabile di queste sindromi:

  • condizione medica generale: neoplasie cerebrali, stati febbrili elevati (soprattutto nei bambini), stati confusionali, Delirium, Demenza vascolare, Malattia di Creutzfeldt-Jakob, Rabbia, Salmonella, Sindrome Serotoninergica
  • disturbi psichiatrici: sono in genere uno dei sintomi di alcune psicosi e possono verificarsi anche in alcuni disturbi del tono dell’umore (Depressione Maggiore, Depressione Post-Partum). La patologia psichiatrica che più di tutte si manifesta con le allucinazioni è la schizofrenia, dove sono frequenti allucinazioni di tipo uditivo. Nella maggior parte dei casi, il soggetto sente delle voci che ripetono i propri pensieri, commentano le proprie azioni oppure suggeriscono cosa fare e come comportarsi
  • malattie neurologiche: epilessia del lobo temporale, Demenza vascolare di varia natura, Morbo di Alzheimer, ictus, Sindrome Serotoninergica
  • farmaci o sostanze stupefacenti: tra le droghe maggiormente allucinogene rientrano la mescalina e l’LSD; possono verificarsi allucinazioni anche durante la sindrome acuta da astinenza da alcol, nota come delirium tremens.

Alcune forme di allucinazioni, invece, vengono considerate fisiologiche, cioè fenomeni normali, quando si manifestano:

  • nei soggetti in procinto di addormentarsi o appena prima del risveglio
  • nella deprivazione sensoriale prolungata: il cervello, quando non riceve stimoli sensoriali per lungo tempo, reagisce generando false percezioni. In questo caso, le allucinazioni sono quindi la conseguenza di un meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo. Può accadere, ad esempio, che chi resta al buio per molto tempo creda di vedere un lampo di luce
  • in casi di forte deprivazione di sonno
  • negli stati emotivi intensi (ansia, stress, angoscia)

Come faccio a capire se è un’allucinazione?

Con il termine allucinazione si intende un fenomeno psichico per cui un oggetto che non esiste viene percepito come reale. Ci si può, più o meno, rendere conto di avere un’allucinazione e ciò dipende da vari fattori. Per esempio nelle allucinosi cioè nelle percezioni senza oggetto, o nelle illusioni  in cui è presente uno stimolo esterno che viene erroneamente percepito o interpretato,  chi le sperimenta è consapevole della loro natura irreale. Al contrario, quando un soggetto ha un’allucinazione vera e propria è intimamente convinto che sia reale.

Qualcuno può accorgersi che sta avendo delle percezioni sensoriali immaginative, cioè senza che nessun oggetto reale stimoli l’organo di senso (vista, udito, gusto, olfatto, tatto). Qualcun altro può essere convinto che la fonte di tale esperienza sensoriale abbia una sua realtà fisica esterna e non sia un prodotto della propria mente.  

In ogni caso, il responsabile di questo “inganno” è il cervello il quale, in particolari stati di alterazione, attiva un meccanismo simile a quello del sogno. Si tratta di una reazione inconsapevole, per cui la persona non ha alcuna ragione per ritenere che ciò che sta percependo non sia reale.

Nelle allucinosi, invece, al contrario di quanto avviene nelle allucinazioni, la persona non accetta l’immagine ritenendola non credibile (per esempio quando la persona fa uso di alcool o droghe).

Quanti tipi di allucinazioni ci sono?

In base all’organo di senso coinvolto, le allucinazioni possono essere classificate in:

  • uditive 

Tra le più frequenti, sono comuni nei pazienti che soffrono di disturbi mentali come la schizofrenia. Spesso, si tratta di frasi con contenuto minaccioso, imperativo o denigratorio. A volte il soggetto sente l’eco dei propri pensieri, o voci maschili o femminili che discutono tra di loro, oppure singole voci che commentano, suggeriscono, criticano, ordinano, minacciano e altro.

  • visive 

Il soggetto percepisce immagini o persone che non esistono. Solitamente fanno parte della sintomatologia di patologie organiche acute del cervello, ma possono verificarsi anche in seguito ad abuso di alcol o farmaci, nella schizofrenia, nelle malattie con febbre (delirio febbrile) e nell’encefalopatia.

  • olfattive

Consistono nella percezione di odori che non esistono. Si tratta, nella maggior parte di casi, di odori cattivi (pesce marcio o puzza di bruciato). Si possono manifestare in conseguenza di danni al lobo temporale dell’encefalo e nella schizofrenia.

  • tattili 

Si presentano nella sindrome da sospensione di alcol e nell’abuso di cocaina e consistono nella percezione di stimoli tattili che non esistono.

  • cinestesiche (somatiche) 

Il soggetto ha la sensazione di essere pervaso da corpi estranei o animali e di avere funzione e consistenza delle viscere alterate.

  • collettive (evento molto più raro) 

Nel caso in cui più persone condividano la stessa percezione illusoria spesso messo in relazione con la suggestione e l’isteria di massa.

Infine, le allucinazioni si possono distinguere in:

  • semplici, quando è coinvolto solo un organo di senso
  • complesse, quando sono coinvolti più sensi contemporaneamente: ad esempio, la persona oltre a vedere l’immagine di un animale ne sente anche il verso.

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Quando una persona vede cose che non ci sono? 

In condizioni normali percepiamo la realtà che ci circonda grazie al corretto funzionamento di un complesso sistema di cui fanno parte:

  1. I recettori periferici degli organi di senso (ad esempio i fotorecettori della retina per quanto riguarda la visione e i recettori uditivi dell’orecchio interno per l’udito)
  2. Le vie nervose sensitive che convogliano l’informazione al cervello
  3. Il sistema nervoso centrale.

Le percezioni sono provocate dall’attivazione dei recettori periferici degli organi di senso. La loro stimolazione dà origine a degli input che, tramite le vie nervose sensitive, vengono convogliati ad aree specifiche dell’encefalo. A questo punto l’informazione viene elaborata e integrata da diverse zone del sistema nervoso centrale e noi abbiamo l’esperienza cosciente ed unitaria della percezione della realtà che ci circonda.

Le allucinazioni, invece, hanno origine, in assenza di uno stimolo reale, dalle aree encefaliche, delle vie nervose sensitive o dei sistemi recettoriali. In questo caso una persona percepisce, ovvero vede o sente (con la vista, il gusto o anche l’odorato), cose che non sono presenti nella realtà ma solo nella mente del soggetto. La persona sperimenta quella che si chiama allucinazione cioè una percezione senza oggetto.

Esistono anche alcuni casi particolari:

  • allucinazioni ipnagogiche, sperimentate durante il passaggio dalla veglia al sonno
  • allucinazioni ipnopompiche (al risveglio)

In questi ultimi casi l’allucinazione si presenta in forma di suoni o visioni di oggetti in movimento o altro, come l’impressione di vedere una persona. A parte quando sono legate a disturbi del sonno come la narcolessia, sono essenzialmente sovrapponibili a sogni e quindi non preoccupanti.

Ci sono, poi, le allucinazioni che si verificano nei bambini durante episodi di febbre alta, ma durano solitamente solo pochi minuti.

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