Fobie

Ansia (o fobia) sociale: di che cosa si tratta

È un disturbo che insorge più spesso nell’infanzia e nella prima adolescenza. Statisticamente colpisce maggiormente le donne, ma gli uomini tendono a sviluppare le forme più gravi ed invalidanti

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Ansia (o fobia) sociale: di che cosa si tratta

Sempre più spesso si sente parlare di ansia o fobia sociale, ma che cosa si intende con questo termine? La fobia sociale è un disturbo, caratterizzato da una condizione di ansia intensa e associata a determinate situazioni interpersonali o prestazionali, nelle quali la persona è esposta al possibile giudizio degli altri.

In questo articolo della dottoressa Bianca Rapini, psicologa psicoterapeuta del Santagostino, cercheremo di capire in cosa consiste l’ansia o fobia sociale, quali sono le sue principali manifestazioni e come intervenire per provare a superarlo.

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Che cosa si intende per fobia sociale?

Quando si devono affrontare eventi che espongono al giudizio di altre persone può capitare a tutti di sentirsi agitati e magari un po’ intimoriti. Proviamo ad immaginare quando a scuola si veniva chiamati dall’insegnante alla lavagna, con gli occhi di tutti gli alunni della classe rivolti sul compagno che era chiamato a rispondere.

Probabilmente quell’alunno interrogato poteva sentirsi agitato. Oppure immaginiamo una persona che deve tenere una conferenza o deve intervenire pubblicamente in un dibattito. O, ancora, un artista che deve esibirsi su un palco davanti ad un pubblico.

È del tutto normale vivere uno stato di ansia e apprensione per la prestazione da avere e timore per il possibile giudizio del pubblico. Il discorso, però, cambia quando l’ansia e la preoccupazione per la situazione che si deve affrontare sono eccessive ed interferiscono con la prestazione stessa. Ossia nel momento in cui sono tali da far evitare la situazione o non permetterne la realizzazione. Oppure quando portano ad evitare le future situazioni analoghe. In tutti questi casi è presente un disturbo d’ansia, nello specifico proprio un disturbo da fobia sociale.

L’incidenza di questo disturbo

La fobia sociale può interessare chiunque, ma più spesso è un disturbo che insorge nell’infanzia e nella prima adolescenza. Statisticamente colpisce maggiormente le donne.

Tuttavia gli uomini tendono a sviluppare le forme più gravi ed invalidanti.

In che cosa consiste l’ansia sociale?

La caratteristica principale della fobia sociale è la paura del giudizio delle altre persone, insieme alla paura di essere criticati. Alla base di questi timori soggiacciono due aspetti importanti, che ci permettono di comprenderne meglio il meccanismo di funzionamento e mantenimento.

All’origine del timore della critica ci sono un forte desiderio di approvazione degli altri. Quindi, il voler dare una buona impressione di sé e, contemporaneamente, un’incertezza rispetto al raggiungimento di questo obiettivo, dunque un’insicurezza personale.

Qualche esempio di ansia sociale

Come si comporta una persona che ha questo disturbo? Tenderà ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali, ovvero tutte quelle in cui potrebbe incorrere nel giudizio o nella critica degli altri. Oppure vivrà il disturbo senza evitare la situazione, ma vivendola con una grande sofferenza e disagio.

Ci sono poi forme di fobia sociale altamente specifiche, che si manifestano solo in relazione a determinate circostanze. In questo caso l’individuo non ha difficoltà nell’esporsi o nel vivere le situazioni sociali, se non quella particolare in pubblico. E la condizione di “pubblico” è l’elemento centrale, perché lo stesso contesto non produrrebbe alcun disagio o sofferenza se vissuto in solitudine.

Proviamo a fare un esempio. Immaginiamo un professore universitario, che tutti i giorni va in aula e parla a centinaia di giovani allievi. Il parlare di fronte agli alunni non genera in lui alcuna difficoltà. Verrà poi invitato ad un congresso, dove gli chiederanno di parlare ad una platea di altri professori o massimi esponenti di quelle tematiche.

Il professore magari si eserciterà a casa, proverà il discorso senza alcun problema, con la stessa facilità con cui parla tutti i giorni ai suoi alunni. Ma, arrivato al congresso, di fronte ad una platea di esperti, ecco che insorgerebbero ansia e bisogno di fuggire. Inizierà a vivere tutti i sintomi d’ansia, tanto da dire che si sente male e andar via.

Questo è un esempio di fobia sociale, in particolare fobia sociale specifica, che ha portato la persona a vivere uno stato di intenso disagio tale da fargli evitare la prestazione in pubblico.

Nella forma più grave di fobia sociale, l’ansia e l’evitamento riguardano la quasi totalità delle situazioni sociali ed interpersonali.

Quali sono le principali manifestazioni della fobia sociale?

I principali sintomi emotivi sono:

  • intensa paura di interagire con le altre persone
  • timore che gli altri si accorgano di questa paura
  • impossibilità di controllare la paura e l’ansia
  • forte senso di colpa per il proprio imbarazzo
  • terrore del giudizio o della critica dell’altro
  • (in alcuni casi) evitamento delle situazioni che causano questa intensa ansia e disagio
  • difficoltà finanche l’impossibilità di interagire con altre persone (più spesso con estranei)

Talvolta l’ansia intensa può interferire con le situazioni quotidiane divenendo estremamente invalidante. È presente una sintomatologia fisica che si caratterizza con: 

Come si diagnostica l’ansia sociale?

Come si diagnostica la fobia sociale? Basandosi sul DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), i criteri per fare diagnosi sono:

  • paura o ansia marcate relative a una o più situazioni sociali nelle quali l’individuo è esposto al possibile esame degli altri (ad esempio interazioni sociali, essere osservati, eseguire una prestazione di fronte ad altri;
  •  l’individuo teme che agirà in modo tale o manifesterà sintomi di ansia che saranno valutati negativamente (umilianti o imbarazzanti, porteranno a rifiuto o risulteranno offensivi per gli altri);
  • le situazioni sociali temute provocano paura o ansia;
  • le situazioni sociali temute sono evitate oppure sopportate con paura o ansia intense;
  • la paura o l’ansia sono sproporzionate rispetto alla reale minaccia posta dalla situazione sociale e al contesto socio-culturale;
  • la paura, l’ansia o l’evitamento sono persistenti e durano per almeno 6 mesi o più, causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti;
  • la paura, l’ansia o l’evitamento non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza (per esempio farmaci o droghe) o a un’altra condizione medica.

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Come fare per uscire dalla fobia sociale?

La sintomatologia e la sofferenza legate alla fobia sociale inducono i soggetti che ne soffrono ad evitare sempre più le situazioni fonte di disagio. Se non trattato, questo disturbo tende a persistere nel tempo e cronicizzarsi, diventando maggiormente invasivo e invalidante per il soggetto.

La fobia sociale può, però, essere trattata e risolta completamente attraverso specifici interventi. L’intervento psicoterapeutico si è dimostrato efficace nel trattamento di questo disturbo. Nelle situazioni più gravi e croniche può essere utile un approccio integrato, in cui la farmacoterapia coadiuva l’intervento psicoterapico.

Tra i vari approcci, la terapia cognitivo comportamentale si è dimostrata particolarmente proficua nel trattamento di questo disturbo d’ansia.

Il trattamento cognitivo comportamentale si struttura attraverso varie fasi, in cui terapeuta e paziente collaborano e lavorano per modificare le rappresentazioni mentali e le credenze patogene alla base del disturbo. Si interviene sull’accettazione del rischio di critica e di fare brutte figure. Si riduce così la vulnerabilità personale al giudizio e alla vergogna, sviluppando abilità sociali ed esponendosi gradualmente alle situazioni temute.

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