Psicologia

Come interpretare i sogni

Qual è il significato dei nostri sogni? Cosa si nasconde sotto il velo delle visioni oniriche? Vediamo insieme qualche indicazione di base per interpretare i sogni e capire come funzionano.

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Come interpretare i sogni

Interpretare i sogni è una capacità che in molti vorrebbero possedere. Bizzarri, ricorrenti o ansiogeni. I sogni ci affascinano da sempre e ci spingono a interrogarci continuamente sul loro significato. Ma a cosa servono? Cosa vogliono dirci? 

Sogni e incubi hanno da sempre affascinato l’umanità. Nel corso dei secoli, filosofi, artisti e scienziati ne hanno ricercato il significato. Alcuni vi hanno scorto messaggi, premonizioni e indicazioni divine. Altri, invece, hanno negato l’idea che possano avere un significato preciso.

Oggi sappiamo che i sogni rivelano qualcosa di noi e dei nostri desideri, hanno significati da decifrare e possono aiutare a risolvere i problemi. Vediamo cosa sono esattamente, a cosa servono e come interpretarli.

L’interpretazione dei sogni è molto utilizzata nei percorsi psicoterapici e di crescita personale.

Sogni: a cosa servono? Hanno significati o no?

Le teorie sulla nostra attività onirica sono diverse e hanno conosciuto un’evoluzione nel corso dei secoli. Secondo Allan Hobson e Robert McCarley, Il sogno non ha alcun significato, è solo il risultato dell’attivazione-sintesi della corteccia, la quale cerca di dare significato alle immagini caotiche prodotte nel sonno REM. Questa ipotesi non spiegherebbe però la sequenzialità delle storie sognate, né il motivo per cui facciamo sogni ripetuti.

Interpretare i sogni: una teoria più complessa

Lo psicoanalista e ricercatore Ernest Hartmann ha studiato le alterazioni del sonno legate al trauma. Dalle sue ricerche Hartmann ha concluso che il sogno non può essere riducibile a una serie di immagini prodotte in modo casuale. Secondo l’autore, infatti, i sogni permettono di rielaborare preoccupazioni personali. Ciò avviene però utilizzando un linguaggio metaforico e per immagini, in cui ogni concetto e messaggio può essere trasmesso solo in modo indiretto. 

Sono quindi le emozioni, non il pensiero logico, a orientare la scelta delle immagini adeguate alla rappresentazione onirica: persone, oggetti e luoghi si riferiscono a un altro significato, diverso da quello che rappresentano. 

Tra le altre funzioni del sogno, abbiamo spiegato qui come il sogno permetta di sviluppare insight e risolvere problemi complessi su cui avevamo ragionato durante il giorno. 

Dormire, insomma, permetterebbe di elaborare emozioni e vissuti complessi, aiutando a capire qualcosa in più sui sentimenti e le relazioni della nostra vita quotidiana.

Interpretare i sogni: cosa dice la psicoanalisi? 

Nel 1900, il fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud pubblicò il libro L’Interpretazione dei Sogni, e definì il sogno la via regia verso l’inconscio. La pubblicazione del manuale sui sogni segnò per Freud una svolta nella concezione della psiche. È proprio da qui, infatti, che egli elaborò la distinzione tra Conscio, Preconscio e Inconscio, tre strutture della mente con caratteristiche e funzioni peculiari.

Freud riteneva il sogno la via privilegiata per conoscere i contenuti della psiche nascosti alla coscienza. In effetti, durante le analisi dei suoi pazienti aveva notato che il materiale prodotto dormendo sembrava emergere in modo più libero nella mente, rispetto a quanto accadeva nello stato di veglia.

A sostegno di questa tesi, è ormai noto che durante il sonno, la corteccia prefrontale, ovvero il nostro filtro logico è meno attivo, a favore di un’attivazione maggiore di amigdala e ippocampo. Queste ultime sono aree coinvolte nella gestione delle emozioni. In altre parole, i filtri e la censura dei processi consci che intervengono quando siamo svegli, sono meno rigidi. 

Secondo gli psicoanalisti, l’inconscio è la sede di desideri e contenuti proibiti, angosciosi, o inaccettabili. Questi non possono emergere nello stato di veglia, perché minacciosi per il nostro equilibrio psicologico. Quando si sogna, però, sarebbe possibile ottenere una gratificazione camuffata di desideri istintuali che sono stati rimossi a causa della loro qualità spiacevole.

Cosa sono i residui diurni nei sogni?

Oltre ai desideri rimossi, un sogno può essere costruito anche a partire da altre fonti. Per esempio dai residui diurni, impressioni visive e sensoriali, ricordi, pensieri e fantasie varie vissuti il giorno del sogno o nei giorni precedenti e che sul momento erano sembrati insignificanti. 

Il racconto del sogno deve permettere di rielaborare alcune informazioni o desideri senza allarmare troppo la persona. Interviene quindi una censura psichica che protegge la coscienza. Il sogno è una sorta di romanzo in cui la parte dei personaggi sono i desideri inconsci e quella del narratore è la coscienza. Il sogno cerca di modificare l’ambiente interno della persona, per renderlo accettabile, e per farlo usa alcuni meccanismi.

Interpretare un sogno: Come si fa? E perché alcuni sono così strani?

I contenuti inconsci riescono ad accedere alla coscienza tramite il cosiddetto lavoro del sogno. La censura qui funziona come una sorta di “editing” di un film. Perché il sonno continui indisturbato, i contenuti poco accettabili devono essere comunicati in modo appropriato alla coscienza. 

In psicoanalisi, si fa una differenza tra contenuto latente (il vero contenuto del sogno) e contenuto manifesto (ciò che rimane dopo la “revisione”). L’editing del sogno procura al contenuto manifesto una facciata di logica e coerenza e la censura continua a operare quando raccontiamo a qualcuno i nostri sogni.

Il lavoro del sogno opera quindi grazie a una deformazione, che si avvale di meccanismi specifici chiamati condensazione, spostamento, simbolizzazione, personificazione. Vediamoli uno per volta:

  • La condensazione permette di utilizzare una sola immagine per indicarne di più. Per esempio, una persona nel sogno assomiglia sia a vostro fratello che a vostro padre, oppure ha la faccia del vostro migliore amico ma parla come lo zio.
  • Lo spostamento consiste invece in una sineddoche. Si usa una parte per indicare il tutto. Per esempio, per rappresentare la casa di quando eravate piccoli, sognate di essere in un edificio, magari un ufficio, che ha le finestre della casa in cui abitavate da bambini.
  • La simbolizzazione è un camuffamento dei desideri istintuali. La forma più semplice implica la rappresentazione di parti o funzioni del corpo attraverso un’immagine strettamente legata a questa nella forma, ma abbastanza diversa da non destare sospetti. Facendo qualche esempio: il pene è spesso rappresentato da coltelli o fucili, mentre la vagina da oggetti concavi.
  • Nella personificazione, infine, idee, parti di sé, passioni o sentimenti vengono rappresentati per mezzo di una persona. Per esempio, la passione per la musica può essere rappresentata da un musicista.

Qual è il significato psicologico dei sogni? 

Una volta compreso il meccanismo di formazione delle visioni oniriche nel sonno, viene da chiedersi quale sia il loro significato. Questa domanda è molto complessa. 

I sogni non hanno un significato universale e uguale per tutti. Alcuni temi però sono comuni e ricorrenti. Ad esempio, sognare di fare sesso, cadere o venire rincorsi sono tre temi molto popolari, insieme a temi come la genitorialità, il corpo, o la morte. 

Carl Gustav Jung, prima discepolo prediletto di Freud e poi dissidente dal gruppo di psicoanalisti del maestro, riteneva che nei sogni si manifestasse un inconscio collettivo. Questo sarebbe evidente grazie ad alcuni “personaggi”, rappresentanti aspetti della vita interiore di ognuno: il giullare (ansia), la sposa (purezza), l’anziano barbuto (saggezza).

Ad ogni modo, il significato dei sogni sembra in larga parte determinato da:

  • Esperienze personali
  • Paure
  • Desideri individuali
  • Casualità

Diventa quindi molto difficile stabilire a priori quale sia il significato di un sogno.

In una seduta di terapia, l’analista non sarà in grado di interpretare i sogni facilmente se non chiede al paziente quale significato abbiano per lui determinati oggetti e simboli. Molti di questi simboli, infatti, hanno un significato strettamente personale. Dobbiamo sempre considerare che i sogni sono racconti complessi, in cui la mente cerca di elaborare e presentare un concetto senza poter utilizzare le parole, ma avvalendosi solo di immagini o scene.

Oggi gli psicoanalisti vedono i sogni come la volontà di capire qualcosa di più rispetto a se stessi, qualcun altro, o una determinata situazione della vita reale.

I sogni nella storia 

La testimonianza forse più antica dell’importanza attribuita ai sogni risale addirittura al XXII secolo A.C., ed è contenuta nei Cilindri di Gudea. In questi cilindri si racconta di come il governatore sumero Gudea avesse ricevuto in sogno dal dio Ningirsu l’indicazione di “costruire la sua casa” (un tempio), per rendergli gloria. 

Tra il 120 e il 190 d.C., in Grecia, Artemidoro di Efeso fu il primo a cercare di interpretare i sogni. Scrisse persino un manuale, Oneirocritica, un concentrato di sapere sui sogni, e trasmise quest’arte al figlio. 

Lo stesso Freud prese spunto dall’Oneirocritica, e da altre espressioni artistiche dell’antichità, come i pittogrammi egizi, nel tentativo di svelare il mistero dell’inconscio e interpretare i sogni.

Chi controlla la nostra coscienza?

Se i sogni portano alla coscienza materiale nascosto, allora viene da chiedersi: chi controlla la nostra coscienza? Abbiamo la possibilità di controllare il nostro comportamento o siamo condannati a seguire l’inconscio? 

La domanda riguardante il libero arbitrio implica una risposta molto complicata. Di sicuro non abbiamo il controllo cosciente sul cento per cento di tutto ciò che è presente nella nostra psiche. La consapevolezza e l’attenzione cosciente hanno risorse limitate, non sufficienti per controllare ogni processo mentale.

Secondo Freud, la mente è come un iceberg, di cui vediamo solo la superficie. Il preconscio è tutto ciò che vediamo stando fuori dall’acqua, mentre l’inconscio è la parte nascosta nelle profondità. Spesso vi nascondiamo ricordi dolorosi, emozioni e vissuti spiacevoli o desideri impronunciabili. 

L’obiettivo della terapia e della psicoanalisi è andare in profondità e portare alla luce l’inconscio. Tenendo sempre in considerazione, però, che l’ombelico del sogno, la parte più sommersa dell’iceberg, rimarrà sempre inconoscibile.

[Netflix ha prodotto un documentario molto interessante sui sogni, nella serie “La Mente Svelata”. Lo trovate qui]

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