La misofonia, quando un suono crea irritazione

Alcuni suoni sono in grado di attivare il sistema nervoso, determinando sintomi simili a quelli di uno stato ansioso, oltre a fastidio e irritabilità. Si parla in questi casi di misofonia.

La misofonia, quando un suono crea irritazione

Alcuni suoni sono in grado di determinare fastidio e irritazione. Fino a far scaturire rabbia nella persona che li ascolta.

In questi casi si parla di misofonia, una condizione per la quale il sistema nervoso autonomo del soggetto che ne è affetto attraversa una fase di eccitabilità, che può arrivare a situazioni emotive estremamente negative.

Quali sono le cause di questa bassa tolleranza a determinati suoni? Per quale motivo stimoli uditivi molto comuni come passi, deglutizione o il rumore prodotto da una tastiera digitata possono generare fastidio? E in che modo si può intervenire?

Che cos’è la misofonia?

La misofonia, dal greco “miso” (odio) e “phonè” (suono), ha come significato letterale “odio per il suono“.

Si tratta di un disturbo neurologico che provoca una forte irritazione o rabbia in risposta a determinati suoni comuni, come la masticazione e la respirazione di un’altra persona.
Questa reazione emotiva negativa è dovuta a un’eccessiva attivazione del sistema nervoso autonomo, la parte del sistema nervoso che regola le funzioni automatiche del corpo come la frequenza cardiaca e la respirazione.

In termini più semplici, è una forma di intolleranza acustica che si manifesta con una forte sensibilità e fastidio verso determinati rumori prodotti da una persona. La misofonia appartiene all’insieme delle alterazioni di percezione uditiva così come la fonofobia o l’iperacusia.

Nelle forme più gravi la misofonia può influenzare negativamente la vita di tutti i giorni e i rapporti con le altre persone.

Quante persone soffrono di misofonia?

Ad oggi la prevalenza esatta della misofonia è ancora oggetto di studio, con stime che variano dal 2% al 20% della popolazione.

La variabilità delle stime deriva da diversi fattori, tra cui:

  • la mancanza di una definizione univoca e standardizzata della misofonia
  • La difficoltà nel distinguere la misofonia da altre condizioni come il disturbo ossessivo-compulsivo
  • La scarsa consapevolezza della condizione da parte di molte persone che ne soffrono.

Con quali sintomi si manifesta?

La misofonia si manifesta attraverso una sintomatologia che può variare da persona a persona.
I primi sintomi riscontrati includono una forte avversione nei confronti di suoni specifici, come la masticazione, la respirazione, la digitazione di una tastiera, il bere rumorosamente o i passi pesanti prodotti da una persona.

Questi suoni possono scatenare emozioni negative come insofferenza, ira e disgusto. Per certe persone i sintomi della misofonia possono essere molto forti e invalidanti, tanto da influenzare notevolmente la loro vita quotidiana e le loro interazioni sociali.

Tra le ulteriori conseguenze che una persona misofonica si ritrova a vivere vanno anche indicati:

  • una condizione costante di allerta, vista l’imprevedibilità dello stimolo sensoriale, con conseguenti affanno e tachicardia
  • una sensazione di ansia costante 

È interessante notare che non tutti i suoni fastidiosi scatenano la misofonia. Alcuni soggetti possono inoltre provare una forte avversione solo in presenza di determinate persone o addirittura di una sola persona in particolare.

A cosa è dovuta la misofonia?

Le cause della misofonia possono essere principalmente di due tipi: organiche e psicologiche.
Tra le cause organiche vi sono:

  • la sensibilità uditiva: le persone con misofonia potrebbero avere una soglia di tolleranza ai rumori più bassa rispetto alle altre persone. Questo significa che i suoni che la maggior parte degli individui trova normali possono risultare loro fastidiosi o addirittura intollerabili.
  • Gli acufeni: rumori percepiti come fischi, ronzii o pulsazioni nelle orecchie, anche in assenza di suoni esterni. La loro presenza può aumentare la misofonia.

Tra le cause psicologiche indichiamo:

  • l’associazione con esperienze negative: in alcuni casi, questa condizione potrebbe essere legata a esperienze negative vissute in passato. Ad esempio, una persona che ha avuto un’esperienza traumatica con un suono particolare potrebbe sviluppare una misofonia per quel determinato suono.
  • Fattori di stress: lo stress può esacerbare i sintomi della misofonia. Quando una persona è stressata, è più probabile che trovi i suoni fastidiosi o irritanti.

È stata inoltre dimostrata l’ereditarietà di questa condizione in uno studio dell’Università di San Paolo pubblicato nel 2013. Lo stesso studio ha dimostrato un’origine di questa condizione proprio nell’infanzia e depressione una comorbidità con ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e depressione.

Per quanto riguarda la relazione tra misofonia e disturbi dello spettro autistico, esistono alcune prove che suggeriscono una possibile associazione. Le persone affette da autismo sono più suscettibili e ipersensibili a livello sensoriale, mostrando una maggiore reattività rispetto alla popolazione generale. 

Infine, sebbene alcuni studi suggeriscono un collegamento tra misofonia e tratti della personalità o fattori genetici come perfezionismo e intelligenza, queste correlazioni non dimostrano un legame causale diretto. Non esistono prove scientifiche definitive che dimostrino che le persone con misofonia siano più intelligenti di altre.

Come si diagnostica la misofonia?

Il primo passo della diagnosi consiste in un esame obiettivo attraverso il quale vengono raccolte dal paziente informazioni sui suoni che fungono da trigger, sulle circostanze in cui si verificano e sulle persone presenti durante gli episodi di misofonia.

Esistono anche dei test per la misofonia, o questionari, per mezzo dei quali è possibile elaborare un punteggio su quanto tale disturbo impatti sulla qualità della vita del paziente. Tra i più utilizzati, si possono citare la Amsterdam Misophonia Scale o il Misophonia Questionnaire.

A perfezionare la diagnosi, il paziente viene sottoposto a un insieme di test audiologici di controllo per l’udito. L’obiettivo è escludere qualsiasi eventuale causa di tipo organico, assicurandosi che il sistema uditivo sia sostanzialmente integro. Tra i test in questione si possono indicare:

Come gestire la misofonia?

Ad oggi non esiste alcuna cura specifica contro la misofonia e non vi sono farmaci utili ad alleviare la condizione. Ci sono però diverse strategie che possono essere utilizzate per gestire i sintomi.
Alcune possibili opzioni di trattamento includono:

  • terapia cognitivo-comportamentale:  utile per aiutare le persone con diagnosi di misofonia a modificare le loro reazioni emotive e il comportamento ai suoni scatenanti. La terapia può coinvolgere tecniche di ristrutturazione cognitiva, esposizione graduale al suono e strategie di gestione dell’ansia
  • terapia del rumore: questo approccio prevede l’uso intenzionale di rumori di sottofondo o di dispositivi di mascheramento acustico per ridurre la percezione dei suoni scatenanti e migliorare la tolleranza
  • terapia del suono: alcuni individui hanno beneficiato dell’uso di strumenti o apparecchi acustici specifici che emettono suoni piacevoli o neutri. Questi suoni possono aiutare a ridurre l’impatto dei suoni scatenanti e a fornire una sorta di filtro acustico
  • tecniche di gestione dello stress e del rilassamento: tecniche come la meditazione, la respirazione profonda e la mindfulness, possono contribuire alla riduzione dell’ansia e a migliorare la tolleranza ai suoni considerati fastidiosi.

Spesso è utile il supporto psicologico per affrontare l’impatto emotivo della misofonia sulla vita quotidiana. Uno psicologo o uno psicoterapeuta possono fornire un ambiente sicuro per esplorare le emozioni associate alla condizione e sviluppare strategie di adattamento.