Psichiatria

Stati d’animo: cosa sono

Gli stati d’animo si possono idealmente collocare a metà strada tra le emozioni pure e i sentimenti. Sono condizioni risultanti dalla interazioni di mente, corpo ed emozioni. E influenzano il modo in cui si esperisce il mondo.

Stati d’animo: cosa sono

Gli stati d’animo rappresentano una fusione dinamica di elementi mentali, fisici ed emotivi.

Essere tristi o felici è un accadimento emotivo, ma per comprendere meglio le emozioni che proviamo, sarebbe opportuno inquadrarle anche nel ruolo che svolgono nella nascita degli stati d’animo e in che modo si collocano, e definiscono in un simile quadro, i sentimenti.

Quanti sono allora gli stati d’animo e quali sono? E quali caratteristiche hanno? Risponde la dottoressa Francesca Pelizzoni psicologa, psicoterapeuta, specialista in psicodramma classico del Centro Medico Santagostino.

Come si definiscono gli stati d’animo?

Il termine stati d’animo si riferisce ad uno stato prolungato di emozioni e sentimenti che possono influenzare il modo in cui una persona interpreta ed esperisce il mondo. Così, viene definito il tono emotivo di una persona in un dato momento.

La loro genesi parte dalle emozioni, manifestazioni immediate scatenate da stimoli interni o del mondo esterno. Successivamente, i sentimenti emergono come risposta cognitiva e comportamentale a tali emozioni, creando una sorta di riflessione soggettiva. Gli stati d’animo, invece, sono più ampi e generici, e risultano da una combinazione complessa di sentimenti e influenze ambientali.

L’umore quindi, componente centrale degli stati d’animo, non è strettamente legato a eventi specifici, bensì a un insieme di stimoli. Ambiente e fisiologia giocano ruoli cruciali nella formazione degli stati d’animo, con il contesto circostante e le emozioni che proviamo, che plasmano la durata di tali stati, estendendosi da brevi momenti a periodi prolungati.

Si potrebbe affermare, allora, che gli stati d’animo rappresentano una fusione dinamica di elementi mentali, fisici ed emotivi, e che creano una condizione semi-persistente che caratterizza le esperienze quotidiane.

Quali sono i principali stati d’animo?

Per capire cosa sono gli stati d’animo che popolano l’esperienza umana, il primo passo è conoscerli. I principali stati d’animo positivi sono:

  • gioia, o contentezza per una esperienza positiva, successi personali o momenti di gratificazione
  • fiducia, una profonda convinzione nelle proprie capacità e nella affidabilità degli altri
  • amore, un legame emotivo e affettuoso verso qualcuno o qualcosa
  • autostima, un sentimento di fiducia nelle proprie capacità, dignità e valore personale
  • passione, un’intensa emotività verso un’attività, un interesse o una persona. Si manifesta attraverso un coinvolgimento profondo, entusiasmo e dedizione
  • serenità, una calma interiore e una sensazione di pace che derivano dalla gestione consapevole dello stress e l’accettazione delle circostanze.

Tra gli stati d’animo negativi si possono indicare:

  • solitudine, ovvero un senso di isolamento e assenza di compagnia significativa
  • noia, una mancanza di interesse, stimolo o soddisfazione nelle attività o nell’ambiente circostante
  • tristezza, determinata da un tono emotivo depressivo e una sensazione di dolore o pesantezza.

Che differenza c’è tra emozioni e stati d’animo?

Le emozioni e gli stati d’animo sono due concetti differenti, ma sono entrambi correlati all’esperienza emotiva. Le emozioni, quali ad esempio la paura o la sorpresa, sono reazioni intense e immediate a stimoli particolari, come una notizia buona o cattiva, che possono durare solo pochi secondi o minuti. Gli stati d’animo, come detto, sono reazioni emotive meno intense o persistenti che durano per periodi più consistenti, spesso anche per giorni o più a lungo.

Ad esempio, una persona potrebbe sentirsi relativamente contenta per una cena avuta con alcuni amici. Questa contentezza potrebbe durare anche per diversi giorni successivi all’evento, determinando nella persona uno duraturo stato di benessere.

La differenza principale tra le due esperienze è quindi la durata. Le emozioni, che hanno un significativo impatto somatico, sono brevi e intense, mentre gli stati d’animo durano nel tempo ma hanno una minore intensità. Inoltre, le emozioni sono provocate da un evento o stimolo esterno, mentre gli stati d’animo possono essere influenzati da diversi fattori come lo stato di salute, l’ambiente e i pensieri.

Quale differenza tra sentimenti e stati d’animo?

I sentimenti sono risposte soggettive e consapevoli alle emozioni, e coinvolgono tanto la riflessione che la valutazione cognitive. Sono spesso legati a eventi specifici e possono variare rapidamente in risposta a stimoli esterni. Per fare due rapidi esempi, la felicità dopo un successo o la tristezza di fronte a una perdita sono sentimenti.

I sentimenti emergono quando le emozioni, reazioni istantanee a specifici eventi, sono interpretate e consapevolmente percepite dalla mente. I sentimenti coinvolgono una riflessione soggettiva sulla natura e sul significato delle emozioni, e influenzano il modo in cui interpretiamo e rispondiamo al mondo che ci circonda. Possono variare in intensità ed essere positivi o negativi, e contribuiscono alla complessità e alla ricchezza della nostra vita emotiva.

La consapevolezza di sé e dei propri sentimenti è fondamentale per la comprensione di sé e per la gestione efficace delle risposte emotive in varie situazioni.

L’importanza dell’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva, si specifica adesso, svolge un ruolo essenziale tanto nella gestione che nella comprensione degli stati d’animo. L’intelligenza emotiva può essere definita come capacità di percepire, comprendere e gestire sia le proprie emozioni che le emozioni altrui. Implica, da parte della persona, l’avere competenze quali consapevolezza di sé, capacità di autocontrollo, motivazione, empatia, oltre che abilità sociali.

L’intelligenza emotiva consente, quindi, nello sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e di comprendere i fattori che influenzano i cambiamenti di stato d’animo nel corso del tempo. Come principale conseguenza è possibile, per la persona, riconoscere e gestire meglio gli stati d’animo negativi, così da regolare in modo più funzionale le emozioni.

Inoltre, l’intelligenza emotiva facilita la capacità di comprendere e di entrare in empatia con gli stati d’animo altrui, contribuendo all’intessere relazioni più sane ed efficaci. Come ulteriore conseguenza, a vantaggio di chi ha sviluppato la capacità di comprendere le emozioni e gli stati d’animo altrui, è possibile sviluppare una comunicazione più efficace e una comprensione reciproca più profonda.

Si può migliorare la propria intelligenza emotiva usando tecniche e strumenti psicologici come la psicoterapia, la mindfulness oppure i percorsi psicologici di gruppo.