Psichiatria

Imparare a volersi bene: cosa significa e come farlo?

Volersi bene è uno dei gesti fondamentali nella nostra vita, in grado di influire positivamente su tutta una serie di aspetti. Vediamo come imparare a farlo e perché è così importante.

Imparare a volersi bene: cosa significa e come farlo?

Volersi bene è un pilastro imprescindibile per una vita appagante ed equilibrata. 

In un contesto in cui spesso ci lasciamo influenzare dalle aspettative altrui, o ci autosabotiamo con giudizi implacabili, trascuriamo la cosa che più di tutte è importante: la gentilezza verso noi stessi. Questa gentilezza non deve essere fraintesa e considerata un atto narcisistico, bensì deve essere vista come una fondamentale accettazione di noi stessi, con i nostri pregi e i nostri difetti. 

L’amore per sé stessi rappresenta una linfa vitale di resilienza di fronte alle difficoltà quotidiane, e funge da propulsore per superare ostacoli, mantenere una prospettiva ottimistica e costruire ogni giorno la propria vita. 

La dottoressa Magliano, psicologa e psicoterapeuta del Santagostino, spiega come imparare a volersi bene, coltivando un rapporto sano e amorevole con sé stessi. 

Che cosa vuol dire volersi bene?

La relazione che ciascuno di noi ha con sé stesso ci accompagna per l’intero percorso della vita. Si tratta di un vero e proprio legame, paragonabile a quelli che instauriamo con gli altri. Per questo, coltivarlo nel migliore dei modi diventa essenziale per godere di una vita appagante e per tirare fuori la versione più autentica di noi stessi.

Volersi bene è un concetto complesso che abbraccia la sfera emotiva, psicologica e comportamentale. 

Significa innanzitutto accettarsi per quello che si è, con i propri punti di forza e le proprie debolezze. Si sostanzia un atteggiamento di gentilezza e compassione verso sé stessi, evitando auto-critiche e giudizi eccessivamente severi. 

Volersi bene implica anche prendersi cura del proprio benessere fisico e mentale, adottando abitudini salutari e ascoltando i propri bisogni. Inoltre, comprende la capacità di porre limiti sani, stabilendo confini nelle relazioni e nel lavoro, per preservare il proprio equilibrio e la propria felicità. Fondamentalmente, volersi bene è un processo continuo di auto-scoperta e auto-amore che contribuisce al miglioramento della qualità della vita complessiva.

Perché è importante volersi bene?

Coltivare l’amore per sé stessi è fondamentale per una vita equilibrata e soddisfacente. Quando siamo in sintonia con le nostre emozioni e ci trattiamo con gentilezza, siamo in grado di affrontare meglio le sfide quotidiane. 

Volersi bene è, inoltre, il fondamento della fiducia in sé stessi, che a sua volta ha un impatto positivo sulle relazioni con gli altri. 

Quando ci amiamo, inoltre, sviluppiamo una sicurezza interiore che permea ogni aspetto della nostra vita. Questa sicurezza ci dà il coraggio di perseguire i nostri obiettivi, affrontare le sfide con determinazione e accettare i fallimenti come opportunità di crescita. 

L’amore verso sé stessi ha un’influenza diretta sulle emozioni e, di conseguenza, sulla qualità della nostra vita. Quando iniziamo a sviluppare un amore sincero per noi stessi, osserviamo un cambiamento nei nostri pensieri e sentimenti. Questa trasformazione influenza le nostre decisioni, le quali, a loro volta, plasmano l’intero corso della nostra esistenza. È evidente che la stima di sé costituisce il fondamento della nostra vita, agevolandoci nella presa di decisioni consapevoli e guidandoci verso una direzione più positiva.

Perché è difficile volersi bene?

La risposta a questa domanda varia ampiamente da persona a persona, dal momento che le ragioni alla base della difficoltà di coltivare un vero amore per sé sono molteplici. Alcuni potrebbero scontrarsi con problematiche legate alla percezione del proprio corpo, altri potrebbero sentirsi inadeguati o affetti da un senso di perdita. Mentre altri ancora potrebbero avere difficoltà a provare amore, in generale, sia verso sé stessi che verso gli altri.

Fondamentalmente, tutte queste difficoltà possono essere ricondotte a convinzioni radicate profondamente dentro di noi, la cui genesi risale spesso alle relazioni primarie dell’infanzia e si rafforza nel corso degli eventi della vita. Queste convinzioni possono essere di diverso tipo, ed essersi nutrite di esperienze negative, come l’idea di essere poco attraenti, non meritevoli, o poco graditi agli altri, possono costituire un ostacolo nel nutrire un amore sano verso sé stessi. Molto spesso, ci limitiamo a trattare superficialmente queste difficoltà. 

Quali sono i segnali che si sta vivendo una relazione “tossica” con sé stessi?

Identificare una relazione tossica con sé stessi non è sempre facile. Ecco alcuni segnali che possono aiutare a riconoscerla. 

Criticarsi costantemente 

Uno dei segnali più evidenti di un rapporto negativo con noi stessi è l’abitudine di auto-criticarci in modo costante. Questo comportamento non concede spazio al recupero o al miglioramento, poiché ogni pensiero o azione viene sistematicamente esaminato e spesso non supera il giudizio. 

Questa costante autovalutazione mette di continuo alla prova la nostra autostima e, se ci pensiamo, costituisce un comportamento che difficilmente applicheremmo a un amico o familiare.

Ignorare i propri limiti e necessità 

La mancanza di confini personali può portare a un senso di esaurimento e frustrazione. Se non rispettiamo i nostri limiti, come possiamo aspettarci che gli altri lo facciano? Chi ha una relazione negativa con sé stesso spesso trascura i propri bisogni, talvolta senza nemmeno riconoscerli. Il risultato è il mettersi da parte per soddisfare le esigenze altrui, cercando di conformarsi alle aspettative degli altri piuttosto che dare spazio ai propri desideri.

Autosabotaggio 

L’autosabotaggio consiste nel distruggere inconsapevolmente ogni tentativo di portare qualcosa di positivo nella propria vita. Sia che si tratti di un nuovo lavoro, di una relazione più sana o di un cambiamento personale, questo comportamento si manifesta attraverso la ricerca inconsapevole di scuse per impedire la crescita e il progresso.

Pessimismo e pensare sempre al peggio

Pensare costantemente al peggio diventa un mantra che imprime una negatività pervasiva. Questa mentalità influisce in modo inconsapevole sulle scelte e sul modo in cui affrontiamo le situazioni, predisponendoci al fallimento.

Questa prospettiva si basa su una bassa autostima, e sulla convinzione che migliorare le cose sia impossibile. L’atteggiamento di pensare sempre al peggio diventa un ciclo senza fine, una illusione di protezione, influenzando le nostre scelte e la nostra risposta alle situazioni, spingendoci verso una costante negatività.

Cosa fare per amare sé stessi?

Molte persone si dedicano con grande generosità a donare amore agli altri, spesso trascurando di riservare lo stesso affetto a sé stesse. Si impegnano intensamente per il benessere del proprio partner, per esempio, ma dedicano relativamente poco tempo e attenzione a soddisfare i propri bisogni. Dovremmo tutti considerare di trattare noi stessi con la stessa premura che dedichiamo alla persona che amiamo.

Tuttavia, la semplice decisione di volersi bene non basta da sola. Per sviluppare un amore autentico verso sé stessi, è essenziale imparare ad ascoltarsi e conoscersi attentamente. Se si decide di intraprendere questo percorso di auto-amicizia, è necessario impegnarsi attivamente in un processo di autoconsapevolezza

Oltre alla psicoterapia come strumento d’elezione per lavorare sulla relazione con sé stessi, vediamo qualche suggerimento per migliorarla.

Praticare l’auto-compassione

La pratica dell’auto-compassione emerge come elemento essenziale nel coltivare un amore genuino verso sé stessi. Questo implica trattarsi con la stessa gentilezza e comprensione che si riserverebbe a un caro amico. Invece di giudicarsi severamente durante i momenti difficili, l’auto-compassione invita a riconoscere le difficoltà senza giudizio o condanna. L’offerta del supporto necessario può promuovere un rapporto più sano con sé stessi, contribuendo alla crescita personale e al benessere emotivo.

Coltivare la gratitudine verso sé stessi

Porre l’attenzione sui propri successi, sia grandi che piccoli, costituisce un passo significativo per lo sviluppo di un senso di gratitudine verso sé. 

Fare un elenco di ciò che si è realizzato non solo permette di riconoscere il proprio valore e le proprie capacità, ma anche di apprezzare il percorso fatto. 

Questa pratica quotidiana di riflessione positiva contribuisce a nutrire la fiducia in sé stessi e a creare un ambiente mentale favorevole all’autostima e alla realizzazione personale.

Prendersi cura del corpo e della mente

La cura del corpo e della mente rappresenta chiaramente un atto di amore verso sé stessi. Il dedicare tempo ad attività che apportino gioia e rilassamento, che sia una passeggiata rigenerante, la pratica dello yoga o la lettura di un libro appassionante, è essenziale per mantenere un equilibrio emotivo e affrontare le sfide quotidiane con resilienza. Questo aspetto del processo di auto-amore contribuisce in modo significativo al benessere generale.

Promuovere la consapevolezza di sé

Dedicare qualche minuto ogni giorno all’esercizio di riflessione si configura come un modo potente per promuovere la consapevolezza di sé. Riflettere su sé stessi e sulla giornata trascorsa consente di riconoscere i momenti positivi e di identificare le aree in cui si potrebbe crescere, senza cadere in una auto-critica eccessiva. 

Questo processo di auto-riflessione contribuisce a una migliore comprensione di sé stessi, favorendo una crescita personale continua e mantenendo un atteggiamento aperto e positivo verso la vita.

Imparare a dire “no” e stabilire confini sani 

Imparare a dire “no” si configura come un atto di autenticità e un passo fondamentale per stabilire confini sani nel percorso di auto-amore. Il posticipare o rifiutare gentilmente le richieste che potrebbero compromettere il benessere è fondamentale per preservare l’energia. Questa capacità non solo protegge la salute mentale, ma consente anche di concentrarsi su ciò che è veramente importante per il benessere individuale, contribuendo a costruire una relazione più forte e amorevole con sé stessi.