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Oh my ghost! Cosa succede quando l’altro sparisce. Domande e risposte sul ghosting

Il punto di vista della psicologia sul fenomeno del ghosting

Incontra uno psicologo
Oh my ghost! Cosa succede quando l’altro sparisce. Domande e risposte sul ghosting

Ormai da qualche anno la parola ghosting è entrata nel gergo comune.

Il ghosting (“sparire come un fantasma”) è un fenomeno sempre più diffuso nelle relazioni interpersonali. Secondo alcune ricerche, basate su interviste a utilizzatori di app di dating, il ghosting non ha genere e coinvolge principalmente persone tra i 18 e i 30 anni. Fare ghosting significa sottrarsi all’improvviso da una relazione.  Dopo un periodo di frequentazione (anche intensa) all’improvviso, chiamate e messaggi restano senza risposta e si perde quasi ogni traccia dell’altra persona.

Nell’era del digitale, avere un profilo social aggiornato e dare testimonianza delle proprie attività quotidiane è la normalità. Eppure, nelle relazioni interpersonali una tendenza attuale è quella di porre fine al un rapporto senza dare alcuna spiegazione.

Ma perché facciamo o subiamo ghosting? E a cosa si deve la sua diffusione?

Come avviene il ghosting

Chi fa ghosting sceglie di sparire, eliminando qualsiasi forma di contatto e lasciando l’altro come “abbandonato”. 

La diffusione del ghosting è dovuta, tra le altre cose, alla facilità con cui è possibile “sparire nel nulla”. All’improvviso, il – o la – ghoster (così si chiama chi sparisce come un fantasma) non risponde più alle chiamate, ai messaggi, alle e-mail e blocca l’altra persona su tutti i social.

Perché una persona fa ghosting

Cosa porta una persona a comportarsi da ghoster? Comprendere a fondo le motivazioni di un ghoster è complesso perché, di fatto, le cause sono molteplici. 

La prima variabile da considerare è la viabilità di questo comportamento: il ghosting avviene perché è facile metterlo in atto. Non si danno spiegazioni e non si devono affrontare conversazioni difficili. Archiviare un rapporto evitando le proprie responsabilità è più facile e meno doloroso. Così come è semplice sfruttare le modalità’ interattive dei social network per trovare nuovi contatti, è altrettanto semplice ed immediato cancellare la chat, bloccare il contatto e non farsi più sentire.

Le persone si astengono dalla relazione e dal confronto, non assumendosi la responsabilità della chiusura del rapporto ed evitando di fare la parte del cattivo della situazione. Dal loro punto di vista, sparire e non dare risposte esplicite possa fare meno male rispetto ad esporre chiaramente i propri pensieri. È un punto di vista univoco, il ghoster non ha la percezione di ciò che il proprio comportamento possa generare nell’altro, è totalmente concentrato su di sé e su come mantenere integra la propria facciata. 

C’è anche chi sceglie di tenere un comportamento meno drastico, di non sparire nel nulla ma tenere agganciata l’altra persona e comparire di nuovo in modo occasionale. È il caso dell’orbiting (orbitare intorno all’altro) o del benching (tenere in panchina), atteggiamento in cui si tende a mettere l’altro in attesa, tenendo vivo il suo interesse e alimentando le aspettative, nonostante la chiara intenzione a non voler instaurare una relazione seria. 

Gli effetti su chi lo riceve

Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo. Il ghosting però provoca in genere un senso di disagio, che può manifestarsi con diverse reazioni emotive e comportamentali. Tra queste reazioni le più frequenti sono la rabbia per non aver ricevuto spiegazioni, l’idea di essere stato scaricato senza motivo; il senso di colpa e l’idea di aver fatto una mossa sbagliata che abbia infastidito l’altro. Spesso le emozioni sono confuse e contrastanti: chi viene abbandonato resta in sospeso ad aspettare di avere una risposta che non arriverà mai. 

Questo stato mentale può aumentare le insicurezze nelle relazioni e la fiducia verso l’altro (“di chi potrò fidarmi la prossima volta?”), diminuire l’autostima (“Ho fatto io qualcosa di sbagliato, è colpa mia!”), produrre comportamenti di ricerca ossessiva dell’altro. In poche parole l’altra persona diventa il punto fisso dei nostri pensieri, vogliamo sapere dov’è, con chi, cosa sta facendo

Come difendersi 

La prima cosa da fare per difendersi dal ghosting è capire che è normale sentirsi confusi e destabilizzati. Le emozioni che si provano non sono certo piacevoli o desiderabili.Il processo di elaborazione potrebbe essere lungo e tortuoso e richiederà una buona dose di accettazione e cura verso se stessi. 

Evitiamo il rimuginio e l’autocritica. Sarebbe meglio non continuare a cercare l’altra persona e non continuare a pensare a cosa avremmo potuto fare di diverso. È meglio dedicarsi a coltivare altre relazioni che possano farci stare più sereni o intraprendere nuove attività che possano dare sollievo e farci ritrovare un senso di gratificazione.

Ci sono situazioni su cui la sola determinazione a superare l’abbandono non è sufficiente. A volte succede di rimanere così’ tanto agganciati all’idea di avere una relazione, di essere desiderati e ricercati da un’altra persona, che si rischia di perdere di vista i propri bisogni. Capita quindi di non riuscire a staccarsi dall’idea dell’altro, di non riuscire a dedicarsi ad altre relazioni e di chiudersi in se stessi. 

Non bisogna illudersi di avere la situazione sotto controllo, riconoscere di avere un problema è il primo passo verso il cambiamento. In questo caso, farsi aiutare da un professionista vi permetterà di prendere consapevolezza sul proprio stile relazionale e vi aiuterà ad imparare informazioni aggiuntive su voi stessi.  

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