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Come affrontare il bullismo con i figli?

Il passo più importante è quello di instaurare un rapporto improntato al dialogo, al confronto e alla fiducia reciproca, sia che si tratti della famiglia del bullo che della vittima

Come affrontare il bullismo con i figli?

Il bullismo è un fenomeno purtroppo molto diffuso, soprattutto in ambito scolastico, le cui conseguenze negative sono state amplificate dalle potenzialità offerte dall’innovazione digitale (cyberbullismo).

Con l’aiuto della psicologa e psicoterapeuta del Santagostino, Martina La Greca, cercheremo di capire:

  • in che cosa consiste il bullismo
  • quali sono le sue caratteristiche principali
  • i modi migliori per affrontare il bullismo.

Che cos’è il bullismo?

Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo basato sulla prepotenza, per cui si crea un’asimmetria di potere tra il bullo e la vittima. Il primo sfrutta lo stato di inferiorità della seconda facendo leva sulle sue fragilità e ottenendo gratificazione nel provocare la sofferenza altrui.

Il termine bullismo deriva dal verbo inglese to bull che significa intimidire, maltrattare. Il primo a usare la parola bullying è stato, nel corso degli anni Settanta, lo psicologo svedese Dan Olweus, considerato un pioniere delle ricerche sul bullismo in ambito scolastico.

Il bullismo è anche un fenomeno che coinvolge il gruppo, il quale assume un peso nelle dinamiche che si creano tra bullo e vittima. Il gruppo, infatti, può assumere un ruolo preciso decidendo di sostenere la vittima piuttosto che il carnefice o viceversa.

Per quanto riguarda le cause, invece, queste possono essere ricercate in deficit della sfera emotivo-relazionale e di autostima, sia del bullo sia della vittima.

Il primo può avere mancanze più o meno gravi rispetto alle competenze sociali, non essendo in grado di provare empatia verso l’altro o senso di colpa per come si comporta.

A sua volta, anche la vittima può avere un basso livello di autostima e difficoltà a relazionarsi con gli altri. In alcuni casi, ciò la spingerebbe quasi a ricercare il bullo, con l’idea che, senza una rete di amicizie solida, sia meglio essere vittima che invisibile agli altri.

L’autostima deficitaria e l’insicurezza, inoltre, comporterebbero anche difficoltà nel chiedere aiuto agli altri o ai genitori stessi.

Affrontare il bullismo : quali sono gli elementi che lo caratterizzano

Per individuare le principali caratteristiche del bullismo ci si può rifare alla definizione che ne diede per primo Olweus, secondo il quale si tratta di un comportamento aggressivo, ripetuto nel tempo che comporta, come anticipato, uno squilibrio di potere, in questo caso tra bullo e vittima.

Gli elementi che si possono cogliere da questa definizione sono quindi:

  • aggressività: si può tradurre in violenza fisica, verbale o psicologica verso l’altra persona
  • persistenza nel tempo: il comportamento aggressivo deve essere ripetuto
  • frequenza: il comportamento ripetuto diventa stabile
  • volontarietà del comportamento: il bullo compie un atto deliberato e cercato

Quali sono i tipi di bullismo?

Una prima distinzione che si può fare quando si parla di bullismo è quella tra bullismo diretto e indiretto. Nel primo caso, il bullo mette in atto comportamenti aggressivi nei confronti della vittima, mentre nel secondo può provocare in lei disagio e sofferenza sfruttando la rete sociale, ad esempio isolandola e facendola escludere dalle dinamiche di gruppo.

I comportamenti aggressivi, poi, possono essere declinati, come anticipato, in violenze di vario tipo: da quella fisica a quella verbale, passando per quella psicologica.

Con l’esplosione delle tecnologie digitali e dei social, poi, si è sviluppata un’altra forma di bullismo, il cosiddetto cyberbullismo, trasposizione sulla rete del bullismo, caratterizzata da una pervasività infinitamente maggiore e da un tipo di asimmetria tra bullo e vittima che si manifesta soprattutto a livello psicologico.

Il cyberbullo, se possibile, ha una percezione ancora minore delle proprie responsabilità, protetto dall’anonimato garantito dall’essere dietro ad uno schermo e dalla distanza fisica dalla vittima.

Affrontare il bullismo in famiglia?

Per affrontare il bullismo in famiglia la strada migliore è quella del dialogo e del confronto. È importante parlare con i propri figli per costruire un rapporto di fiducia tale da spingerli ad aprirsi e condividere liberamente eventi vissuti ed emozioni sperimentate.

Bisogna sottolineare che questo vale sia per i genitori di un bullo che di una vittima. È importante farsi raccontare dai figli cosa è successo, chi erano le persone coinvolte e che ruolo hanno assunto negli eventuali episodi di bullismo.

Allo stesso tempo, è necessario:

  • cercare di dare voce alle emozioni dei propri figli, provando a elaborarle
  • discutere sulle conseguenze potenziali dei propri comportamenti
  • educare i figli al rispetto verso gli altri e alla possibilità di gestire i conflitti attraverso la collaborazione

Non sono da escludere, poi, percorsi psicoterapeutici ad hoc sia per il bullo sia per la vittima di bullismo o terapie di sostegno alla genitorialità, qualora vengano individuate dallo specialista delle criticità nello stile educativo.