Psichiatria

Cos’è l’eustress o stress positivo

L'eustress si manifesta come una forma di stress che induce una reazione positiva. È lo "stress buono" che può aiutarci in diversi aspetti della vita.

Cos’è l’eustress o stress positivo

Il concetto di stress viene spesso associato a un’esperienza prevalentemente negativa e a momenti in cui la persona prova sensazioni di tensione, nervosismo e affaticamento mentale.

Tuttavia è importante riconoscere che lo stress può anche assumere una valenza positiva e svolgere un ruolo cruciale in diversi contesti della nostra vita.

Scopriamo insieme cos’è l’eustress, quali sono le differenze tra stress positivo e negativo e come prevenire gli effetti dannosi dello stress “cattivo”.

Cosa si intende per eustress o stress positivo

Il significato di eustress si differenzia nettamente dall’idea tradizionale di stress negativo che solitamente permea le percezioni di ogni individuo. L’eustress rappresenta quella forma di inquietudine positiva che invece di infastidire, ci motiva e può aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. Un tipo di stress che funge da catalizzatore per la motivazione e la produttività, è gestibile e suscita emozioni di eccitazione piuttosto che causare disagio o ansia.

Tra le caratteristiche distintive dell’eustress c’è infatti la sua capacità di essere percepito come eccitante anziché sopraffattivo. Nonostante si possa provare angoscia in termini di sensazioni, la differenza cruciale risiede nella sua interpretazione come fonte di motivazione anziché come un peso.

Questa forma di stress positivo porta con sé numerosi vantaggi, tra cui un miglioramento della concentrazione e dell’attenzione, una maggiore risolutezza nel perseguire i propri scopi, un accrescimento della resilienza di fronte alle sfide e una migliore percezione del benessere.

Cosa genera eustress?

I fattori che contribuiscono all’eustress possono differire notevolmente da individuo a individuo, poiché dipendono dalle percezioni soggettive di ciascuno, più che dalla fonte di stress in sé. 

In linea generale, sono fonte di eustress tutte quelle situazioni che rappresentano delle nuove sfide che portano a grandi grandi cambiamenti nella vita, come l’inizio di una nuova relazione o di un nuovo percorso professionale.
Anche le piccole sfide di ogni giorno, come la risoluzione di problemi gestibili, possono suscitare questo tipo di stress, poiché le persone si sentono in grado di affrontarle con successo, sviluppando così una maggiore autostima.

Le nuove esperienze, come viaggiare in posti sconosciuti, generano stress positivo: sebbene possano causare una certa preoccupazione iniziale, portano a nuove scoperte e ad una significativa crescita personale

Infine, anche l’angoscia può trasformarsi in eustress; ad esempio, la perdita del proprio posto di lavoro può essere devastante all’inizio, ma può essere reinterpretata dall’individuo come un’opportunità per un nuovo inizio.

Qual è la differenza tra eustress e distress?

La distinzione chiave tra eustress e distress risiede nella loro natura e nell’impatto che hanno sul benessere complessivo della persona. 

Mentre l’eustress è una forma di stress “buono” che stimola la motivazione e genera energia, il distress rappresenta un’esperienza negativa che può avere conseguenze dannose per la salute mentale e fisica. 

La principale divergenza si trova nella reazione individuale di fronte a un evento stressante: l’eustress dà origine a emozioni positive, fornisce la vitalità giusta per migliorarsi e incentiva ad affrontare le sfide con la carica giusta.

Il distress, al contrario, produce sensazioni di sovraccarico, ansia e incapacità di far fronte alle circostanze. Oltretutto, la difficoltà nel reagire sotto stress comporta problemi a livello psicofisico come insonnia, mal di testa o mal di stomaco.

Differenza tra stress acuto e stress cronico.

Ogni individuo reagisce in modo diverso a situazioni complicate in base alla quantità di stress provocato e alle circostanze specifiche. Tuttavia è fondamentale distinguere tra stress acuto e stress cronico.

A seguito di un evento angosciante l’organismo risponde allo stress attraverso il rilascio di ormoni che provocano risposte fisiche ed emotive utili a fronteggiare la situazione: aumenta il battito cardiaco e il ritmo respiratorio, i muscoli si contraggono e si “chiude lo stomaco”.

La differenza tra i due tipi di stress risiede nel fatto che lo stress acuto emerge come una reazione istantanea di breve durata, mentre lo stress cronico diventa una costante nel tempo e il suo impatto prolungato sull’organismo può innescare problematiche di salute mentale e fisica, influenzando negativamente la qualità della vita.

Generalmente lo stress acuto svolge un ruolo positivo stimolando l’individuo. Lo stress cronico, al contrario, si accompagna a una serie di gravi conseguenze: dall’indebolimento del sistema immunitario all’aumento del rischio di patologie psichiatriche, malattie infettive e cardiache. Inoltre, può incoraggiare un eccessivo consumo di alcol e psicofarmaci.

Come gestire il distress e sfruttare l’eustress

Il distress richiede approcci specifici per essere gestito in modo efficace. Prima di tutto, è fondamentale individuare la radice dietro ogni situazione stressante e riuscire a reinterpretarla come una sfida anziché vederla come una minaccia. Affrontare le difficoltà con un approccio proattivo costituisce la base per ridurre i livelli di stress, ma è anche importante adottare piccole strategie quotidiane per trasformare il distress in eustress:

Non bisogna dimenticare che in alcuni casi potrebbe essere necessario ricorrere all’aiuto di uno psicologo, il quale può offrire un sostegno mirato per affrontare e superare lo stress cronico.