Che cos’è il comportamentismo e quali applicazioni ha

Il comportamentismo è una prospettiva psicologica che concentra la sua analisi, come indica il termine stesso, sul comportamento umano e si basa sull'idea che quest'ultimo sia determinato da interazioni con l'ambiente esterno.

Che cos’è il comportamentismo e quali applicazioni ha

Il comportamentismo è una delle prospettive teoriche più influenti in psicologia. 

Si concentra principalmente sull’osservazione del comportamento umano e sul suo rapporto con l’ambiente circostante. Questo approccio si fonda sull’idea che il comportamento sia determinato principalmente da fattori ambientali, negando l’importanza di processi mentali interni. 

Vediamo quali sono i principi, gli esponenti principali e alcuni esempi pratici per comprendere meglio questa prospettiva psicologica.

Cos’è il comportamentismo?

Il comportamentismo è una delle prospettive fondamentali all’interno della psicologia. Si tratta di un metodo fondato sull’osservazione del comportamento esterno e misurabile delle persone. 

I suoi fondamenti risiedono nella teoria secondo cui l’ambiente è il fattore predominante che determina il comportamento umano. Questa scuola di pensiero, originariamente promossa da John B. Watson, concentra l’attenzione sullo studio del modo in cui le persone apprendono attraverso l’interazione con lo stimolo proveniente dall’ambiente circostante. Contrariamente ad altre teorie psicologiche, il comportamentismo pone il suo fulcro sull’osservazione scientifica e misurabile del comportamento umano, piuttosto che sui processi interni della mente, affermando che il comportamento visibile è il risultato delle esperienze e delle interazioni con l’ambiente circostante.

Che cosa sostiene il comportamentismo?

Secondo il comportamentismo, il modo in cui agiamo, pensiamo e sentiamo è influenzato principalmente dalle circostanze esterne e dalle esperienze che abbiamo vissuto. Questo approccio non considera la mente o la coscienza come oggetto di studio, ma enfatizza l’osservazione di ciò che è visibile e misurabile: le azioni e le risposte che emergono in relazione a determinati stimoli ambientali. 

In sostanza, il comportamentismo sostiene che i comportamenti possono essere modellati e modificati attraverso l’apprendimento e l’esperienza.

Come nasce il comportamentismo?

Il comportamentismo emerge come una reazione contro la psicologia del tardo Ottocento, concentrata sull’analisi della coscienza e dell’interiorità umana, spingendo per un approccio più scientifico e oggettivo allo studio del comportamento umano. 

Il termine “comportamentismo” stesso è attribuito a John B. Watson, un pioniere della disciplina, che, nel 1913, pubblicò un articolo intitolato “La psicologia come la vede il comportamentista”. 

Il comportamentismo, quindi, sorse come una reazione alla psicologia degli stati mentali introspettivi, cercando di dare un taglio netto con il concetto di mente e concentrandosi invece sullo studio del comportamento esteriore e delle sue relazioni con l’ambiente circostante.

Chi sono i maggiori esponenti del comportamentismo?

All’interno del movimento comportamentista, numerosi sono stati i teorici di spicco che hanno contribuito a plasmare e sviluppare questa corrente psicologica nel corso del XX secolo. 

Tra gli esponenti di maggior rilievo spiccano John B. Watson, B.F. Skinner, Ivan Pavlov ed Edward Tolman.

John B. Watson

Considerato il padre fondatore del comportamentismo, John B. Watson ha sostenuto l’importanza dell’osservazione scientifica del comportamento umano. 

La sua enfasi sulla sperimentazione e l’analisi del comportamento osservabile ha aperto la strada alla trasformazione della psicologia in una scienza naturale. Watson, con il suo celebre esperimento sul piccolo Albert, dimostrò il concetto di condizionamento e l’origine dell’apprendimento delle emozioni, contribuendo notevolmente alla comprensione del modo di agire umano in termini di risposte condizionate agli stimoli ambientali.

Nello specifico, Watson condusse un esperimento su Albert, un bambino di 9 mesi, per insegnargli una risposta condizionata di paura. Espose il bambino a un piccolo ratto bianco e, quando Albert tentava di toccarlo, colpiva con un martello una sbarra d’acciaio alle sue spalle, producendo un suono sgradevole e doloroso. Dopo numerose ripetizioni, il ratto divenne uno stimolo condizionato capace di provocare paura e pianto.

B.F. Skinner

Burrhus Frederic Skinner ha dato un contributo significativo al comportamentismo con la sua teoria del condizionamento operante

Skinner ha sottolineato l’importanza delle ricompense e delle punizioni nel modellare il comportamento. Attraverso esperimenti con animali confinati nelle “scatole di Skinner”, ha dimostrato come la condotta possa essere modellato attraverso rinforzi positivi e negativi, gettando le basi per la comprensione dell’apprendimento e dello sviluppo comportamentale sia umano che animale.

Ivan Pavlov

Sebbene fosse principalmente un fisiologo, Ivan Pavlov è noto per il suo lavoro pionieristico nel condizionamento classico. Il suo esperimento con cani e campane ha dimostrato come gli animali possano associare un evento neutro a un’emozione o una reazione comportamentale, contribuendo all’idea che le risposte agli stimoli ambientali possono essere condizionate o apprese. Questa scoperta ha avuto un impatto significativo nello sviluppo del comportamentismo e della teoria dell’apprendimento.

Edward Tolman

Edward Tolman, sebbene si discosti in parte dal comportamentismo classico, ha contribuito a introdurre elementi cognitivi nell’ambito di questa corrente psicologica. Ha introdotto il concetto di molarità del comportamento, sottolineando l’importanza della considerazione degli scopi e degli obiettivi nella comprensione del modo di agire umano. 

La sua teoria dell’apprendimento suggerisce che il comportamento non è semplicemente una serie di risposte muscolari, ma incorpora processi cognitivi che considerano il significato e lo scopo delle azioni.

Quali sono i punti fondamentali del comportamentismo?

Il comportamentismo, come accennato, pone l’accento sullo studio del comportamento osservabile, trascurando processi mentali interni. I punti fondamentali del comportamentismo comprendono:

  • la teoria del condizionamento, che spiega l’apprendimento in base alle associazioni tra stimoli e risposte 
  • il ruolo degli stimoli esterni nell’evocare risposte comportamentali 
  • l’importanza dell’ambiente nel modellare e condizionare il comportamento umano
  • l’osservazione e sperimentazione come metodi chiave per acquisire una comprensione scientifica del comportamento.

Questa prospettiva si concentra sull’analisi e sulla manipolazione del comportamento visibile e misurabile, ponendo meno enfasi sui processi interni della mente.

Condizionamento 

Nel comportamentismo, il condizionamento riveste un ruolo centrale nello spiegare l’apprendimento. Si dividono principalmente in due tipi: il condizionamento classico, identificato attraverso l’associazione tra stimoli (come nel celebre esperimento del cane di Pavlov) e il condizionamento operante, che enfatizza la relazione tra il comportamento e le conseguenze che ne derivano. Quest’ultimo tipo, come accennato, descritto da Skinner, considera il rinforzo come fondamentale nell’apprendimento e nel modellare il comportamento.

Ruolo degli stimoli esterni 

Il comportamentismo sottolinea come gli stimoli ambientali influenzino il comportamento umano. Secondo questa prospettiva, le risposte comportamentali sono spesso una reazione a stimoli esterni.

Influenza dell’ambiente 

Il comportamentismo sottolinea l’importanza dell’ambiente nell’indurre risposte specifiche. Il principale assertore del comportamentismo, John Watson, affermava che le emozioni fondamentali come paura, amore e rabbia sono suscitate da stimoli ambientali specifici. L’esperienza dell’individuo all’interno dell’ambiente contribuisce a modellare le risposte comportamentali e a costruire la personalità.

Metodi sperimentali e osservazione 

Il comportamentismo pone grande enfasi sull’osservazione e sull’utilizzo di metodi sperimentali per studiare e comprendere il comportamento umano. Gli psicologi comportamentisti sostengono che l’analisi e la manipolazione del comportamento visibile costituiscono la base della ricerca scientifica in psicologia. 

Qual è la differenza tra comportamentismo e cognitivismo?

Il comportamentismo e il cognitivismo sono due approcci distinti nello studio della psicologia. Mentre il comportamentismo si concentra sul comportamento osservabile e misurabile, il cognitivismo enfatizza l’importanza dei processi mentali interni e della comprensione di come l’individuo elabora le informazioni. 

Mentre i comportamentisti credono che il comportamento sia il risultato dell’interazione tra stimoli esterni e risposte osservabili, i cognitivisti ritengono che l’elaborazione delle informazioni interne, come la percezione, l’attenzione, la memoria e il pensiero, sia fondamentale per comprendere il comportamento umano.

Quali esempi pratici per spiegare il comportamentismo?

Nel contesto del comportamentismo, alcuni esempi pratici possono offrire una visione più chiara di come funzionino i principi di base. 

Uno degli esempi classici è quello del condizionamento classico di Pavlov, in cui il cane di Pavlov salivava in risposta al suono della campanella associato al cibo. Questo esperimento dimostra come un’azione involontaria, come la salivazione, possa essere condizionata a un certo stimolo, in questo caso il suono della campanella. 

Ulteriori esempi includono il già accennato esperimento del piccolo Albert e le teorie comportamentiste sull’apprendimento del linguaggio

Secondo Watson, l’acquisizione del linguaggio avviene attraverso il condizionamento: i bambini associano nomi a oggetti, e l’uso di questi nomi evoca risposte simili a quelle degli oggetti stessi. 

Gradualmente, i movimenti fisici delle corde vocali vengono in parte sostituiti da azioni in cui le parole vengono pronunciate sottovoce. Watson ipotizzava che in questo modo il pensiero si sviluppasse attraverso una serie di movimenti fisici dell’apparato fonatorio. Concettualmente, il pensiero derivava da una combinazione di apprendimenti verbali e non verbali nell’ambito comunicativo.

Questi esempi dimostrano come il comportamentismo esamini e spieghi vari aspetti dell’apprendimento umano, compresi i modelli linguistici. Inoltre, l’applicazione pratica dei principi comportamentisti si estende alla terapia comportamentale, dove vengono utilizzate tecniche come il condizionamento operante per trattare disturbi emotivi, comportamentali e ansiosi, dimostrando così l’efficacia e l’applicabilità dei principi comportamentisti nella vita di tutti i giorni.

Applicazioni cliniche

Il comportamentismo ha trovato numerose applicazioni cliniche nel campo della terapia e della salute mentale.

Questo approccio si è, per esempio, integrato nella terapia cognitivo-comportamentale, che non solo esamina il comportamento visibile ma analizza anche i pensieri e le credenze personali. Questo approccio terapeutico è impiegato, ad esempio, nel trattamento di disturbi come il panico e le fobie

Un’altra delle applicazioni cliniche più rilevanti, inoltre, è l’analisi comportamentale applicata (ABA), un approccio terapeutico utilizzato per le persone con disturbi dello spettro autistico e altri disturbi dello sviluppo. 

L’ABA si concentra sull’apprendimento di nuovi comportamenti sociali e di adattamento attraverso l’uso di tecniche comportamentali. Questo approccio si basa sul rinforzo positivo e sulla modifica del comportamento attraverso la ripetizione e l’incoraggiamento graduale di azioni desiderate. 

Inoltre, l’analisi comportamentale è stata applicata anche in altre aree della salute mentale, come la gestione dell’ansia e altri disturbi psicologici, utilizzando tecniche come la desensibilizzazione sistematica e l’esposizione graduale.