Psichiatria

Cosa sono i gesti anticonservativi in psicologia

Come riconoscere i segnali d'allarme e prevenire i gesti anticonservativi. Una prospettiva approfondita sulla complessità della mente umana e le strategie di supporto.

Cosa sono i gesti anticonservativi in psicologia

I gesti anticonservativi in psicologia rappresentano una categoria di comportamenti umani che sfidano le aspettative convenzionali. Si tratta di comportamenti e pensieri distruttivi che generano in chi li vive una profonda frattura tra il desiderio di sopravvivere e l’oscura tentazione di porre fine alla propria esistenza.

In questo articolo esploreremo approfonditamente le cause di tali gesti e le strategie per prevenirli.

Cos’è un gesto anticonservativo?

I gesti anticonservativi rappresentano gli atti umani controintuitivi che vanno oltre il concetto di norma e normalità, sfidando l’istinto di conservazione che caratterizza la natura umana. In parole più semplici, costituiscono le azioni legate al pensare, al considerare o al pianificare l’autolesionismo o il suicidio.

Una realtà molto complessa che, per essere compresa appieno, necessita di un’analisi approfondita dei fattori biologici, psicologici e sociali che contribuiscono alla formazione di tali comportamenti. Esaminare questi gesti non solo aiuta a cogliere le profonde complessità della mente umana, ma permette anche di individuare le strategie più efficaci per prevenire i comportamenti suicidi.

Quali sono i fattori predittivi di un gesto anticonservativo?

Dietro ad ogni ideazione suicidaria vi è un’intricata interazione di fattori che agiscono sinergicamente. Tra questi, spiccano la presenza di disturbi mentali, traumi, stress prolungato e influenze ambientali

Malattie psichiatriche e disturbi dell’umore, quali depressione e disturbo bipolare, costituiscono una parte significativa di questa complessa condizione in quanto, fungendo da catalizzatori, aumentano il rischio di comportamenti suicidari o autolesionistici. Studi condotti in Italia rivelano che tra il 65 e il 90% dei suicidi è associato a disturbi dell’umore.

Ad alto rischio sono anche gli individui che soffrono di schizofrenie, disturbi borderline e antisociali. Nei pazienti affetti da schizofrenia, il rischio di suicidio si attesta intorno al 15%, mentre i disturbi borderline, caratterizzati da comportamenti impulsivi e una forte instabilità emotiva, vedono circa il 10% dei casi con esito suicidario.

I disturbi di tipo antisociale, sebbene associati a un rischio leggermente inferiore di tentato suicidio, presentano un alto tasso di tentativi manipolativi.

L’abuso di alcol emerge come un secondo fattore principale: tra gli alcolisti il rischio di suicidio si aggira intorno al 10-15%, evidenziando una connessione profonda tra sostanze psicoattive e comportamenti autodistruttivi o tentativi suicidari.

Come riconoscere i segnali d’allarme

Saper interpretare i segnali d’allarme che spesso precedono i gesti anticonservativi è molto importante per riuscire a intervenire in tempo.
Prevedere un tentativo di suicidio è un compito difficile, tuttavia, notevoli cambiamenti repentini nell’atteggiamento e nell’umore di una persona sono segnali che richiedono attenzione immediata.

Uno degli indicatori più critici è rappresentato dai pensieri di morte. Individui che manifestano apertamente idee legate alla morte o esprimono convinzioni sulla mancanza di senso della vita dovrebbero essere monitorati costantemente. 

L’umore depresso persistente, la tristezza infinita e la mancanza di aspettative positive per il futuro sono altri segnali d’allarme da non sottovalutare.

Un segnale critico sono anche le alterazioni delle abitudini quotidiane: se una persona inizia a trascurare il proprio aspetto esteriore, si isola dagli altri e/o inizia a fare uso di alcol e droghe, molto probabilmente nasconde una profonda sofferenza emotiva che aumenta il rischio. 

Anche le situazioni di stress, se intense e ripetute, possono contribuire a comportamenti anticonservativi. La perdita del lavoro, la scarsità di risorse finanziarie, la consapevolezza di una malattia o l’incapacità di accedere a cure mediche, così come il dolore per la perdita di una persona cara, sono tutte circostanze che possono dar vita a pensieri negativi,  in grado di trasformarsi in gesti estremi e disperati. 

Infine, esperienze di traumi, abusi o precedenti suicidi all’interno della famiglia possono aumentare il rischio di comportamenti simili.

Come prevenire i gesti anticonservativi?

Riconoscere tempestivamente i segnali d’allarme è cruciale per intervenire in modo efficace e offrire il necessario supporto alle persone in difficoltà.

Gli individui che attraversano ideazioni suicide spesso si trovano immersi in una profonda solitudine. Offrire uno spazio aperto per condividere i propri sentimenti può rappresentare il primo passo verso il recupero. Oltre a creare un ambiente favorevole all’ascolto, è essenziale mettere a disposizione opzioni di aiuto concrete, come numeri di telefono di emergenza e professionisti della salute mentale, che possano accompagnare la persona nel percorso di recupero.

Al di là del contesto medico, coloro che si trovano vicino a individui con comportamenti anticonservativi devono manifestare interesse e preoccupazione, contribuendo così a ridurre il senso di isolamento spesso associato a tali gesti. Per affrontare lo stress e i pensieri negativi, possono essere adottate diverse strategie di coping, tra cui l’esercizio fisico e la meditazione.

La prevenzione dei gesti anticonservativi richiede quindi uno sforzo collettivo che coinvolge individui, famiglie e comunità.