Disturbo oppositivo provocatorio (DOP): come riconoscerlo e trattarlo

Si tratta di un disturbo del comportamento che colpisce adolescenti e bambini, caratterizzato da rabbia, irritabilità e comportamenti polemici

Disturbo oppositivo provocatorio (DOP): come riconoscerlo e trattarlo

Il disturbo oppositivo provocatorio (DOP) è un disturbo del comportamento che colpisce i bambini e gli adolescenti, caratterizzato da una difficile gestione delle emozioni.

Nello specifico, il DOP è un modello ricorrente di comportamento ostile, sfidante, oppositivo e provocatorio verso le figure di autorità.

In questo articolo parleremo di come riconoscere i segni del DOP, i sintomi con cui si manifesta e le strategie di trattamento disponibili

Che cos’è il Disturbo Oppositivo Provocatorio?

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP) è un disturbo del comportamento infantile caratterizzato da un modello persistente di ostilità, sfida, ribellione e comportamenti negativi nei confronti di figure di autorità, come genitori, insegnanti o altre figure adulte.

I bambini con DOP spesso manifestano un atteggiamento ostile, rifiutano di obbedire alle regole, provocano deliberatamente conflitti con gli adulti e possono essere irritabili e vendicativi.

Questo disturbo emerge di solito nell’infanzia o all’inizio dell’adolescenza e può interferire significativamente con la vita quotidiana e le relazioni sociali del bambino. Se non trattato, il DOP può evolvere in disturbi più gravi del comportamento, come il disturbo antisociale della condotta.

Come si manifesta il disturbo oppositivo provocatorio?

I bambini con disturbo oppositivo provocatorio presentano alcuni sintomi ben specifici:

  • rabbia e irritabilità: il bambino reagisce in modo esagerato a situazioni in apparenza banali o di semplice routine
  • polemica: tende a essere polemico e provocatorio verso figure di autorità o verso gli adulti, come genitori e insegnanti. Sfida apertamente le loro richieste o rifiuta di rispettarle. Questo atteggiamento di sfida può portare a conflitti costanti e a situazioni di ostilità.
  • offese e vendetta: ha la tendenza a irritare gli altri, accusarli per i propri errori o azioni scorrette. Esprime inoltre un sentimento di vendetta verso coloro che ritiene responsabili delle proprie frustrazioni. 

I comportamenti oppositivi possono variare a seconda dell’età del bambino. Nei più piccoli, possono essere osservati frequenti capricci, mentre durante l’adolescenza il disturbo potrebbe manifestarsi attraverso litigi verbali o fisici con adulti o coetanei.

È importante notare che per diagnosticare tale condizione questi sintomi devono persistere per almeno 6 mesi. I comportamenti problematici possono emergere in diversi ambienti, come la famiglia, la scuola o il contesto sociale.

Perché un bambino diventa oppositivo provocatorio?

Il disturbo oppositivo provocatorio (DOP) sembra derivare da una combinazione di cause genetiche, ambientali e psicosociali. La componente genetica è significativa, con un’ereditarietà stimata del 50% e sovrapposizioni genetiche con altri disturbi del comportamento. Si ipotizza che il DOP possa risultare da una disposizione naturale nel temperamento dei bambini e da differenze neurobiologiche che creano una predisposizione al disturbo.

I bambini con DOP presentano un sistema di attivazione comportamentale che risulta essere iperattivo. Al contrario, il sistema di inibizione comportamentale è ipoattivo.

I fattori ambientali giocano poi un ruolo chiave. Ci si riferisce a situazioni problematiche quali maltrattamenti, abusi, negligenza o problemi di genitorialità, come la disciplina incoerente o troppo severa, comunemente presenti nelle famiglie con DOP. La presenza di simili fattori ambientali può innescare e contribuire allo sviluppo del disturbo.

Vanno indicati ulteriori fattori, di tipo psicosociale, come povertà, violenza di quartiere, rifiuto dei propri pari e influenza di gruppi di pari devianti, esercitano effetti negativi sui comportamenti dei bambini e possono contribuire.

I fattori di rischio includono il temperamento del bambino, con difficoltà nella regolazione emotiva e elevata reattività emotiva, problemi familiari come liti e separazione dei genitori, e o disciplina incoerente da parte di figure di autorità.

Come calmare un bambino con DOP?

Calmare un bambino con Disturbo Oppositivo Provocatorio può essere una sfida per i genitori e i caregiver. Alcuni consigli pratici per aiutare a gestire il comportamento di un bambino con DOP possono essere:

  • mantenere la calma. Se il bambino sta avendo un attacco di rabbia o un comportamento ostile, è importante cercare di mantenere la calma, per evitare che il bambino reagisca con maggiore veemenza
  • validare i sentimenti del bambino. Bisogna far sapere al bambino che si comprende cosa sta provando e che le sue emozioni sono valide. Ad esempio si può dire: “Capisco che ti senti molto arrabbiato ora. È difficile non ottenere ciò che vuoi”
  • offrire scelte. Invece di dire no al bambino, si può provare ad offrirgli delle scelte per fornirgli l’impressione di avere un certo controllo nella situazione
  • impostare una routine. I bambini con Disturbo Oppositivo Provocatorio possono avere difficoltà a gestirsi in situazioni impreviste poiché possono sentirsi sopraffatti o fuori controllo. Impostare una routine quotidiana può aiutare a fornire una struttura e un senso di sicurezza.

È essenziale, infine, mostrare l’esempio. Spesso i bambini seguono l’esempio dei loro genitori e adulti intorno a loro. Comportarsi con calma e pacatezza può essere risolutivo.

Come si cura il DOP?

Riconoscere i comportamenti oppositivi nei bambini è essenziale per una valutazione tempestiva e una diagnosi accurata del DOP

Se i comportamenti del piccolo diventano una fonte costante di conflitti oppure i suoi rapporti interpersonali sono compromessi, è consigliabile consultare un professionista.

La cura del disturbo oppositivo provocatorio si fonda su interventi psicosociali ed educativi che coinvolgono non solo il bambino, ma anche i genitori e la scuola.

L’obiettivo principale è quello di fornirgli gli strumenti necessari per comprendere e gestire le proprie emozioni, al fine di migliorare la sua capacità di interagire in modo adeguato con gli altri e di adattarsi in ambito familiare, scolastico e sociale.

Tra le strategie più importanti ci sono:

  • l’educazione dei genitori, mirata all’adozione di strategie più positive e meno frustranti per il bambino. I genitori apprendono a riconoscere i comportamenti positivi del figlio, incoraggiandoli e riducendo l’attenzione su quelli indesiderati. Ciò consente al bambino di sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri atteggiamenti.
  • l’educazione degli insegnanti, con approcci simili a quelli dell’educazione genitoriale ma applicati all’ambito scolastico. Coinvolgere gli insegnanti è importante per creare un ambiente scolastico più comprensivo e favorevole, riducendo le situazioni di conflitto.
  • La psicoterapia familiare, una terapia che agisce tra i membri della famiglia. Si lavora per migliorare la comunicazione e le relazioni, creando un ambiente di supporto e comprensione reciproca. 
  • La psicoterapia cognitivo-comportamentale individuale, trattamento che permette al bambino di identificare e modificare i pensieri che precedono i suoi comportamenti aggressivi. Il bambino impara così le tecniche per gestire la rabbia e le situazioni stressanti.

Terapia farmacologica e supervisione

Sebbene i farmaci siano di solito utilizzati solo in casi gravi o quando vi sono patologie concomitanti come disturbo da deficit di attenzione/iperattività, ansia o depressione, l’intervento psicosociale ed educativo rimane il pilastro fondamentale nella cura del DOP.

Importa ricordare che ogni trattamento del DOP richiede sempre la supervisione e la guida di professionisti qualificati, come psicologi, psichiatri o terapisti familiari. Il supporto e la collaborazione della famiglia e della scuola sono fondamentali per il successo della terapia, permettendo al bambino di sviluppare nuove competenze comportamentali e di costruire relazioni più positive e significative con gli altri.