Ciclotimia: significato, sintomi e cura

La ciclotimia è una condizione caratterizzata da oscillazioni cicliche tra stati lievi di depressione e stati di ipomania. Vediamo di cosa si tratta, come riconoscerla e affrontarla.

Ciclotimia: significato, sintomi e cura

La ciclotimia è un disturbo dell’umore spesso misconosciuto e sottovalutato, caratterizzato da oscillazioni dell’umore che possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana di chi ne è affetto.

L’altalena delle emozioni umane è un fenomeno comune, ma per coloro che soffrono di ciclotimia può trasformarsi in un vero e proprio tormento.

In questo articolo, esploreremo in profondità la ciclotimia, dalla sua definizione ai sintomi, e scopriremo come affrontare questa condizione, di cui tutt’oggi si ignorano le cause precise. Vedremo anche come il supporto di amici, familiari e professionisti della salute mentale può fare la differenza nella vita di coloro che devono convivere con la ciclotimia.

Cos’è la ciclotimia?

La ciclotimia è un disturbo dell’umore che rientra, per la precisione, nello spettro dei disturbi bipolari. È caratterizzato da un’alternanza di:

I dati del disturbo ciclotimico ci permettono di definire questa condizione come piuttosto rara, anche se dobbiamo mettere in conto una certa inaffidabilità dei dati stessi, dal momento che questo tipo di problema in diverse occasioni passa come inosservato e la sua diagnosi rischia di non essere accurata.

Il disturbo ciclotimico può precedere il disturbo bipolare II, anche se non è affatto scontato un aggravamento. Spesso le persone che soffrono di questo disturbo hanno successo nel mondo degli affari, oppure in campo artistico. Altre volte, al contrario, si ritrovano in una condizione di instabilità lavorativa e affettiva, spesso con decisioni repentine e inaspettate.

Storia della ciclotimia

La ciclotimia ha una storia estremamente antica. Il primo a parlarne è stato Areteo di Cappadocia, nel II sec. dopo Cristo, che ha descritto una malattia che si caratterizzava per stati di melanconia e manìa. Nel 1896 lo psichiatra e psicologo tedesco Emil Kraepelin coniò il termine frenosi maniaco-depressiva, ottenendo un consenso pressoché unanime per questa scelta.

Si deve arrivare alla seconda metà del 1900 per avere una distinzione tra disturbi affettivi unipolari e disturbi affettivi bipolari, in Europa, a opera di Jules Angst, Carlo Perris e Karl Leonhard. Il disturbo ciclotimico è attualmente classificato tra i disturbi bipolari.

Come si comporta un ciclotimico? Sintomi

La persona che soffre di ciclotimia patisce un’oscillazione dell’umore estremamente accentuata e i sintomi possono essere anche molto variabili. Le principali manifestazioni d’ipomania sono:

  • eccezionale autostima
  • eccessivo senso di benessere e felicità
  • agitazione e irritabilità nei comportamenti
  • facilità nel distrarsi
  • incapacità di raggiungere una soglia di concentrazione efficace
  • capacità di giudizio ridotta, fino al compiere azioni potenzialmente pericolose.

Accanto alla sintomatologia ipomaniacale, esiste una serie di condizioni che ricordano la depressione maggiore, che comprendono:

Complicazioni

L’alternarsi di questi stati può fiaccare il soggetto, gettandolo in emozioni complicate e prostranti. Le possibilità di sviluppare un disturbo bipolare diventano concrete. Il soggetto può sviluppare dipendenza da sostanze stupefacenti o alcol.

Allo stesso tempo, si registra una tendenza allo sviluppo dei disturbi d’ansia, che rischiano di rendere il quadro comportamentale e psichico del soggetto, ancora più complesso e delicato.

Quali sono le cause?

La ciclotimia, così come il disturbo bipolare, non è una patologia che si acquisisce. È una condizione complessa che coinvolge una combinazione di fattori genetici, biologici, ambientali e psicologici. Non esiste una causa unica o diretta del disturbo bipolare o della ciclotimia ma piuttosto una serie di influenze che possono contribuire al suo sviluppo.

Seppur non si tratti di una condizione genetica diretta, l’ereditarietà sembra giocare un ruolo significativo nello sviluppo di tali disturbi. A questa, sono spesso associati cambiamenti nella chimica cerebrale, in particolare nei neurotrasmettitori come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina. Ciò può poi essere aggravato da eventi stressanti o traumatici, traumi cerebrali, abuso di sostanze, variazioni ormonali come quelle legate alla gravidanza, al parto o alla menopausa e altre comorbidità. 

Impatto della ciclotimia sulle relazioni interpersonali

Per chi si trova a vivere con un disturbo ciclotimico, comprendere i propri sintomi può essere un compito arduo. Durante un episodio ipomaniacale, come accennato, ci si può percepire come invincibili, pieni di energia e socialmente irresistibili, con una fervente attività e innumerevoli progetti.

Il temperamento ciclotimico, in alcune persone, può addirittura facilitare il successo lavorativo, portare a ruoli di leadership e stimolare una grande creatività. Tuttavia, se inizialmente questo potrebbe sembrare un vantaggio, spesso si manifestano conseguenze negative nelle relazioni interpersonali e affettive. Analizzando l’impatto della ciclotimia sulle relazioni affettive, si nota frequentemente una difficoltà nel mantenere coesi legami d’amicizia o rapporti familiari.

Le persone con ciclotimia spesso vivono con una costante ansia e tensione mentale, accompagnate talvolta da episodi di abuso di alcol o farmaci. Queste difficoltà influenzano negativamente la vita sociale, lavorativa e relazionale, portando all’invalidità per un significativo 31% – 40% delle persone con disturbi ciclotimici.

Ciclotimia e relazioni d’amore

La ciclotimia può esercitare un impatto significativo anche sulle relazioni romantiche, molto spesso, però, negativo. Non è raro, infatti, che il disturbo porti la coppia ad avere una relazione tossica, e favorisca crisi ricorrenti e separazioni. Un partner ciclotimico può alternare comportamenti amorevoli con momenti di aggressività e mancanza di empatia.

Inoltre, la ciclotimia può determinare anche difficoltà nella sfera sessuale che influenzano la qualità della relazione. Ad esempio, uno dei sintomi secondari dei disturbi dell’umore in generale può essere l’ipersessualità, soprattutto in persone ciclotimiche inclini al bipolarismo.

Come capire se si soffre di ciclotimia? Diagnosi

Secondo le indicazioni del DSM-5, si può parlare di ciclotimia quando si verificano le seguenti condizioni:

  • gli episodi e i sintomi depressivi si alternano agli episodi ipomaniacali da almeno due anni, quando si tratta di individui adulti; da un anno, se si ha a che fare con adolescenti o tardo adolescenti (ricordiamo che la ciclotimia può avere insorgenza durante l’adolescenza)
  • i periodi di stabilità d’umore non vanno oltre i due mesi
  • gli ambiti sociali, lavorativi e affettivi sono seriamente compromessi dall’oscillazione dell’umore
  • i sintomi emersi in sede diagnostica non hanno a che vedere con altri disturbi quali distimia, disturbo bipolare o disturbo depressivo maggiore
  • il soggetto non abusa di alcol, sostanze stupefacenti, non presenta dunque dipendenze patologiche né alcuno dei sintomi è riconducibile a cause di natura strettamente fisica.

Accennavamo in apertura al fatto che la ciclotimia è un disturbo piuttosto raro. La sua epidemiologia infatti ci racconta di una incidenza di circa lo 0,4% – 0,8% rispetto alla popolazione generale. Le donne sembrano soffrirne di più rispetto agli uomini, il rapporto è di 1,5 a 1.

La ciclotimia è sottostimata in termini numerici, pertanto l’insorgenza e la diagnosi dei sintomi (il cui picco è collocabile tra i 15 e i 25 anni) dovrebbe accadere con tempestività, così da contenere questo disturbo in una forma meno grave.

Come si cura la ciclotimia?

Le persone che soffrono di disturbo ciclotimico hanno a propria disposizione due possibili trattamenti: un trattamento farmacologico, in altri termini l’assunzione di psicofarmaci, e un trattamento psicologico.

Dal punto di vista farmacologico, si può intervenire con: antidepressivi e stabilizzatori del tono dell’umore. Si pensi al litio, non privo di effetti collaterali. Sono impiegati anche stabilizzanti antiepilettici quali valproato, carbamazepina e lamotrigina.

Esistono poi gli antipsicotici di nuova generazione, che sembrano dare buoni risultati per le fasi miste di questo disturbo. La loro posologia deve essere, come in ogni trattamento farmacologico, stabilita dallo psichiatra. È sconsigliata l’adozione di antidepressivi, il cui uso rischia di accentuare gli stati d’ansia del soggetto ciclotimico. L’approccio migliore, comunque, è di solito quello che integra psicofarmaci e psicoterapia.

I farmaci hanno come obiettivo la remissione dei sintomi della ciclotimia, e devono necessariamente essere accompagnati da un percorso terapeutico su misura del soggetto in sofferenza. Le principali soluzioni terapeutiche prevedono:

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale permette di identificare e correggere i pensieri distorti e i comportamenti poco adattivi, oltre a individuare e gestire i trigger, ossia quei fattori scatenanti che contribuiscono ai sintomi della ciclotimia. Questo approccio terapeutico si concentra sull’analisi dei modelli di pensiero e sulle reazioni comportamentali del paziente, aiutandolo a sviluppare strategie per affrontare in modo più efficace le situazioni che possono scatenare episodi ciclotimici.

Terapia interpersonale

La terapia interpersonale si fonda sull’importanza delle relazioni umane e dell’interazione con l’ambiente esterno per il benessere psicologico. Secondo questo approccio, la ciclotimia può essere peggiorata da situazioni stressanti legate a rapporti problematici con altre persone, il lavoro, la scuola e così via.

L’obiettivo della terapia è individuare quali dinamiche relazionali hanno contribuito allo sviluppo del disturbo dell’umore e, una volta identificate, trovare soluzioni per affrontarle.

Terapia interpersonale e dei ritmi sociali

La terapia interpersonale dei ritmi sociali è una variante della precedente che, oltre agli obiettivi della terapia interpersonale tradizionale, si concentra sulla stabilizzazione e sull’adattamento dei ritmi biologici e del sonno del paziente in base al suo disturbo dell’umore. Si ritiene che una routine quotidiana regolare possa essere estremamente benefica per la salute mentale di chi soffre di ciclotimia.

Per concludere, ricordiamo che non è possibile attuare una strategia preventiva per il disturbo ciclotimico, ma è sempre possibile prendersi cura di sé attraverso una regolare attività fisica, per liberare endorfine, oppure scrivere un diario emotivo su cui “depositare” e raccontare fatti e umori del giorno. Dormire almeno 8 ore al giorno, e con regolarità, è un naturale stabilizzatore dell’umore.

La prognosi, per chi soffre di ciclotimia, può essere buona, a patto che ci si rivolga a un professionista, per una visita, ai primi possibili segni di questo disturbo, e si seguano scrupolosamente la terapia farmacologica e quella psicologica.

Come comportarsi con un ciclotimico?

Vivere con qualcuno affetto da ciclotimia e stare dietro ai cambiamenti ciclici può essere molto complesso. Ecco alcuni suggerimenti su come affrontare la situazione:

  • informarsi sulla malattia e sui suoi sintomi. Comprendere meglio la condizione può aiutare a essere più empatici e a rispondere in modo appropriato alle esigenze della persona
  • offrire un ascolto empatico e non giudicante. È importante lasciare che la persona con ciclotimia esprima i suoi sentimenti e le sue preoccupazioni, evitando di minimizzarle o di dare consigli non richiesti
  • poiché la ciclotimia comporta variazioni significative nell’umore, è importante cercare di essere sensibili a questi cambiamenti. Non prendere sul personale i momenti di distanza o irritabilità e ricordare che questi sono sintomi della sua condizione
  • durante le fasi depressive, la persona potrebbe avere bisogno maggior sostegno. Bisogna quindi offrire il proprio aiuto nelle attività quotidiane, come cucinare o fare la spesa
  • durante le fasi ipomaniacali, la persona potrebbe sentirsi piena di energia e fare scelte impulsive. Nel caso stesse prendendo decisioni rischiose o dannose, è importante intervenire in modo gentile per aiutarla a riflettere
  •  coltivare una comunicazione aperta e onesta chiedendo alla persona come si sente e cosa può aiutarla.
  • prendersi cura di se stessi. Aiutare qualcuno con ciclotimia può essere stressante. Bisogna quindi assicurarsi di prendersi cura di se stessi cercando il supporto da amici, familiari o, eventualmente, un professionista della salute mentale
  • incoraggiare la persona a seguire uno stile di vita sano. La dieta, l’esercizio fisico e il sonno regolare possono contribuire a gestire i sintomi della ciclotimia.

Infine, è essenziale sapere che la ciclotimia è una condizione gestibile e molte persone vivono vite appaganti nonostante la diagnosi. Il sostegno e la comprensione possono fare la differenza nella vita di qualcuno che vive con questa condizione.